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Siglato a Firenze il Protocollo di recepimento della “Carta per la Sicurezza, la Qualità e la partecipazione nel percorso donazione-trapianto”.

Altre Regioni seguiranno l’esempio della Regione Toscana.

24/11/2010
Lunedì 22 novembre, l’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, dottoressa Daniela Scaramuccia, il Presidente della Società Italiana per la Sicurezza e la Qualità nei Trapianti, professor Franco Filipponi, ed Adriano Amadei, per Cittadinanzattiva, hanno firmato il primo protocollo regionale con il quale viene recepita la “Carta per la Sicurezza, la Qualità e la partecipazione nel percorso donazione-trapianto”, proclamata a Napoli il 20 maggio 2010, durante il secondo congresso nazionale della S.I.S.Q.T.. Altre Regioni - dietro impulso di Cittadinanzattiva e S.I.S.Q.T.- seguiranno l’esempio della Regione Toscana. Alla presentazione della Carta, avvenuta presso la Sala Pegaso della sede della Presidenza regionale toscana di Palazzo Sagrati-Strozzi, hanno partecipato fra gli altri: la dottoressa Chiara Gherardeschi, Responsabile della Programmazione socio-sanitaria della Regione Toscana, il dottor Antonio Panti, Vice-presidente del Consiglio regionale di Sanità, il dottor Domenico Gioffré, Coordinatore del Tribunale per i diritti del malato della Toscana ed esponenti di Aziende sanitarie e di associazioni. Nelle relazioni, è stato sottolineato che non esiste forse un altro ambito - come la trapiantologia - in cui i fattori umani, sociali, professionali, tecnologici, organizzativi e relazionali siano così profondamente intrecciati ed interagenti. Tali fattori - considerati nel loro insieme - definiscono, non solo la sicurezza e la qualità nei trapianti, ma ne determinano anche le condizioni di praticabilità e gli esiti, compresa la volontà di ri-vivere. Diritti e doveri - individuali e sociali - costituiscono gli imprescindibili referenti nei trapianti. Infatti, non sussisterebbe il diritto individuale, inteso come realistica possibilità - al trapianto, se non fosse avvertito e praticato, a livello sociale, il dovere della donazione di tessuti ed organi. D’altra parte, non sarebbero ipotizzabili donazioni di tessuti e di organi, se non in presenza di potenzialità trapiantologiche, mentre la configurazione di tali servizi - a rete - nelle dimensioni regionale, interregionale e nazionale - e come sistema - nelle dimensioni nazionale e internazionale, si riverbera sull’offerta, sulla domanda, sull’operatività e sui risultati. Pertanto, dati i presupposti di fattibilità, il numero delle donazioni non è indipendente dall’incidenza di fattori culturali, intendendo fare riferimento al grado di maturazione civile e sociale della cittadinanza. L’informazione fornita da soggetti pubblici e privati - Ministero, Regioni, Centri trapiantologici, associazioni - attraverso contatti capillari, campagne, ecc. possono contribuire a risolvere dubbi e interrogativi (ad esempio, sull’accertamento di morte), a sensibilizzare e a raccogliere nuove disponibilità. Ma, certamente, il profilo culturale non è l’unica determinante. Purtroppo, mentre sta per essere fatto il consuntivo del 2010, ai tagli di bilancio - nazionali e, a cascata, regionali e aziendali - non può non essere ascritto il decremento nelle donazioni e nei trapianti, registrato nell’anno in corso anche in una regione come la Toscana, che, pure, continua a primeggiare in questo ambito, nel nostro Paese e non solo. Un trend, che occorre arginare quanto prima e riportare al positivo degli ultimi anni, sia nell’interesse delle persone che si aggrappano all’ancora di salvezza della prospettiva trapiantologica, sia a beneficio di tutto il sistema sanitario pubblico, del quale il binomio "donazione-trapianto" è fondamentale elemento costitutivo e cartina di tornasole. Un’attenzione ed un impegno che la Regione Toscana è disposta ad assumere, anche in occasione dell’imminente prossimo Piano socio-sanitario regionale, e al quale S.I.S.Q.T., Cittadinanzattiva e le altre associazioni interessate non mancheranno di fornire i loro contributi, mentre la “Carta per la Sicurezza, la Qualità e la partecipazione nel percorso donazione-trapianto” potrà rappresentare uno stabile e suggestivo quadro di supporto e orientamento.
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