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SINGAPORE: PER ISLAMICI POSSIBILE IL CONSENSO IMPLICITO PER DONARE GLI ORGANI

La Città-Stato approva una legge che considera gli islamici donatori consenzienti, salvo rifiuto espresso. Finora era il consenso a dover essere espresso, a differenza di tutti gli altri cittadini. Dopo anni di discussione, i capi islamici riconoscono la norma compatibile con l’Islam.

30/07/2007
A Singapore anche i musulmani saranno considerati donatori volontari di organi, salvo un rifiuto espresso. Una legge del 1987 già considera tutti i cittadini e i residenti non islamici donatori consenzienti di polmoni, fegato, cuore e cornee. Ora una nuova legge estende la previsione anche a loro. In tutto il mondo i musulmani sono esentati da simili leggi per motivi religiosi, perché molti credono necessario essere sepolti con gli organi intatti. La donazione di organi deve essere volontaria. Narirudin Mohd Nasir, capo dell’ufficio del Mufti del Consiglio religioso islamico di Singapore, commenta che “questa è la prima legge che include gli islamici nell’Atto per il trapianto di organi umani”, ovvero che li considera donatori volontari salvo espresso parere contrario. Sved Isa Semait, capo del Comitato legislativo dei Mufti di Singapore, spiega che “la legge islamica chiede un consenso espresso”. Ma dopo anni di discussione il Comitato ha concluso che la nuova legge rispetta l’Islam, perché permette di esprimere il dissenso. Nella Città-Stato gli islamici sono il 21% dei pazienti in attesa di un trapianto, ma sono solo il 2% di chi riceve organi. Finora solo 16mila dei 300mila islamici residenti hanno dichiarato di voler essere donatori. Il problema del consenso presunto è discusso nel Paese: lo scorso febbraio un ospedale locale ha suscitato ampio clamore quando ha deciso di togliere i supporti vitali a un uomo, dichiarato morto cerebrale, contro la volontà della famiglia, per poterne prelevare gli organi. Singapore (AsiaNews/Agenzie)
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