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STAMINALI NELLA CORNEA: TORNA A VEDERE DOPO 43 ANNI

E' l'unica persona al mondo che ha ottenuto risultati così clamorosi.

01/09/2003
Dopo 43 anni passati completamente al buio per un incidente avvenuto quando era un bambino, Mike May oggi, a tre anni dal trapianto nell'occhio destro di cellule staminali nella cornea e quando ha riacquistato quasi interamente la vista, può gioire completamente perché non c'è più il rischio di rigetto. E questa felicità l'ha scritta nel suo diario on line, che ha alimentato, in questi anni, riportando le sue speranze, le sue illusioni, e anche la sua paura. "La vita mi ha dato tanto. Ma non avrei mai pensato di poter vedere di nuovo e di poter scoprire ancora i segreti della vita. Tutto questo è successo, ed è stato il 7 marzo del 2000"-, sono state le prime frasi che May v un californiano di 46 anni v ha detto dopo aver subito l'intervento chirurgico al St Mary's hospital di San Francisco. Cieco dall'età di 3 anni per un'esplosione chimica che gli ha fatto perdere l'occhio sinistro e danneggiato gravemente il destro, Mike May - come riporta la Cnn online - è uno dei casi più riusciti al mondo di recupero della vista e i suoi progressi, dopo tre anni dall'intervento, sono sorprendenti. Dopo cinque mesi dall'operazione, May riusciva a percepire i movimenti più lenti e a riconoscere le forme semplici, poi, dopo due anni, le forme, i colori e i movimenti in modo sempre più preciso. La scoperta più sorprendente è avvenuta quando May ha cominciato a distinguere i volti e le persone, che ora riesce ad identificare se maschili o femminili nel 70% dei casi. "Ancora non riesco a riconoscerli subito, ma vedo immediatamente il colore dei loro capelli e come sono vestiti" dichiara May, parlando dei suoi colleghi di lavoro. Qualsiasi esperienza è diventata per lui una vera avventura e una nuova scoperta: una delle prime, il 20 marzo 2000, quando ha preso l'aereo per la prima volta dopo il trapianto. "Oggi ho preso il mio primo aeroplano dal giorno della operazione. Dall'alto ho visto il mare e le onde. Sono emozionato". Ogni giorno che passa è un'ottima occasione per fare progressi, come quando, il 3 aprile 2000, ha giocato per la prima volta a palla con suo figlio Windham. Scrive sul diario: " Ho giocato a palla con mio figlio. Sono riuscito a prenderla al volo. Per me è stata una soddisfazione enorme". I medici che hanno studiato il suo caso spiegano che la procedura eseguita è particolare ed ha basse percentuali di successo. La sua storia, comunque, ha aperto la strada a nuovi studi sulla visione. (vipas)
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