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TESSUTI ARTIFICIALI: UN PROGETTO EUROPEO

Il punto nel corso di un incontro organizzato dall''Istituto Mario Negri a Ranica (Bergamo).

31/10/2006
La ricerca biotech europea punta sui tessuti artificiali, tanto che e' dedicato proprio all'ingegneria dei tessuti il piu' vasto progetto del sesto programma quadro di ricerca Ue, chiamato STEPS (A Systems Approach to Tissue Engineering Processes and Products) . Pelle e cartilagine sono i tessuti piu' vicini all'uso clinico, seguite da osso e tessuti viscerali (in primo luogo vescica, pavimento pelvico e uretere). E' positivo il bilancio della verifica del programma avvenuta tra i 23 partner (6 industriali e 17 accademici) di 13 Paesi coinvolti nel progetto, nell'incontro organizzato nella sede dell'Istituto Mario Negri a Ranica (Bergamo). Presente all'incontro l'ispettore europeo Jose' Miguel Martin Martinez. Il progetto STEP segna l'impegno dell'Europa in un settore di frontiera come la medicina rigenerativa, ossia della medicina basata sulla possibilita' di integrare la capacita' di crescita delle cellule e l'utilizzo di materiali compatibili con l'organismo umano per ottenere tessuti capaci di rigenerare ferite e lesioni. Sono due i principali obiettivi del progetto: valutare la tecnologia del trapianto di cute bioingegnerizzata per la cura delle ferite difficili e studiare nuovi tessuti biotech per l'ortopedia, ha osservato il responsabile del Dipartimento di Bioingegneria dell'Istituto Mario Negri di Bergamo, Andrea Remuzzi, uno dei coordinatori del progetto europeo. Ecco le novita' principali in vista per pelle, cartilagine, osso e tessuti viscerali: - PELLE: e' il settore di ricerca piu' avanzato e vicino all'uso clinico. Tanto che sta per partire uno studio finalizzato a valutare il rapporto costi-benefici nell'uso della pelle artificiale. La ricerca sara' condotta nell'Istituto Mario Negri in collaborazione con la FAB (Fidia Advanced Biopolymers) e alcuni centri francesi e britannici. Un altro progetto riguarda l'uso della pelle artificiale per curare le ulcere del piede diabetico. - CARTILAGINE: e' allo studio il trapianto di cartilagine autologa, ossia ottenuta a partire da cellule prelevate dallo stesso paziente. L'obiettivo e' curare malattie croniche come l'osteoartrosi e i traumi della cartilagine delle articolazioni. Si stanno valutando materiali e sistemi ottimali per coltivare le cellule in bioreattori. Questo ramo dello studio e' coordinato dalla FAB, in collaborazione con l'istituto Rizzoli di Bologna, le universita' di Vienna e Goteborg. - OSSO: la ricerca riguarda sia i materiali da utilizzare come 'impalcatura' su cui far crescere le cellule, sia il tipo di cellule da utilizzare (se cellule gia' differenziate oppure cellule piu' primitive). Coordinato dal'universita' di Napoli Federico II, il progetto coinvolge le universita' di Basilea, Barcellona e Vienna e, per la arte clinica, l'istituto Rizzoli. - TESSUTI VISCERALI: la scommessa, in questo settore, e' mettere a punto materiali per ottenere strutture flessibili sulle quali coltivare le cellule. La ricerca e' in fase avanzata per quanto riguarda la vescica, in uno studio coordinato da un'azienda di Lione specializzata nello sviluppo di nuovi materiali. Si sta lavorando anche sui tessuti di pavimento pelvico e uretere. Fonte: Cordis
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