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Il fegato di una vittima del crollo di Genova trapiantato a Padova

Nella notte tra il 18 e il 19 agosto il viaggio di andata e ritorno degli operatori della Croce Verde per prelevare l’organo che è stato impiantato a un paziente in lista d’attesa

24/08/2018

C’è una persona che oggi ha una speranza in più di poter avere una vita normale. È un trapiantato speciale il paziente di Padova che il giorno dopo il crollo del ponte di Genova ha ricevuto un fegato nuovo, donato proprio da una delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi di Genova. La storia è raccontata dal Mattino di Padova attraverso le parole emozionate degli operatori della Croce Verde padovana che preferiscono restare anonimi. «Era quasi mezzanotte quando ho ricevuto la chiamata la notte tra il 18 e il 19 agosto, in televisione continuavano a trasmettere le fotografie del crollo di Genova» ricorda uno dei due autisti. La procedura prevede di partire entro mezz’ora, non c’è tempo da perdere, gli organi si deteriorano facilmente. Il fegato deve essere impiantato entro 12 ore dall’espianto; il cuore e i polmoni hanno durata più breve: 4-6 ore.

Il racconto
«Siamo partiti a sirene spiegate - raccontano - valutando la strada, il traffico, le deviazioni, per arrivare il più velocemente possibile. L’emozione era forte perché stavamo andando incontro a una tragedia nazionale, ma grazie alla generosità di una delle vittime una persona poteva essere salvata. Gli autisti e l’equipe medica sono arrivati alle 4 del mattino e a Genova è stata eseguita l’operazione di espianto che si è conclusa alle 10 del mattino. Poi la corsa verso Padova, con il fegato conservato nel ghiaccio. Alle 13,30 l’arrivo a Padova, in tempo per poter salvare una vita al Policlinico di Padova.

 

Atto di grande generosità
L’intervento è andato bene, ma il professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia Epatobiliare e Centro Trapianti di Fegato al Policlinico di Padova non vuole aggiungere di più perché la famiglia del donatore ha chiesto il massimo riserbo. «Posso solo dire che il gesto della famiglia della vittima del crollo di Genova è straordinario, di grande civiltà e generosità. In un momento di grande rabbia e di accuse hanno avuto il coraggio di pensare agli altri e questo ha un grande significato umano e di atti di generosità come questo ne abbiamo davvero un gran bisogno».

(Cristina Marrone, Corriere della Sera)
 

A.I.D.O. - Associazione Italiana per la donazione di Organi, Tessuti e Cellule vuole esprimere profonda gratitudine alla famiglia del donatore che ha saputo trovare la forza di dire si al dono in un momento estremamente drammatico. Questo gesto dimostra che le tragedie non fermano la solidarietà. Al contempo AIDO vuole esprimere un abbraccio e sentimento di vicinanza a tutte le famiglie colpite.

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