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Torino, il robot chirurgico "recupera" un rene e salva due vite

L'organo, ben funzionante nonostante una patologia congenita che porta a dolore cronico e infezioni, è stato trapiantato nonostante la sua posizione anomala e difficilissima da raggiungere

23/02/2017

Grazie alla chirurgia robotica, un rene  tolto a  una signora che ha scelto un gesto di generosità viene recuperato e salva un paziente in dialisi. All'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino è stato trapiantato con il robot un rene proveniente da una paziente di 45 anni portatrice di "rene ectopico pelvico", una rara anomalia congenita che può portare come in questo caso a dolore cronico e infezioni che si possono risolvere solo con l’intervento chirurgico di rimozione. Fra le ipotesi pensate dai medici era stata anche valutata  la possibilità di re-impiantare il rene in altra sede,  una soluzione però impraticabile dal punto di vista chirurgico.

Si è invece scelta la strada di un intervento  di rimozione del rene comunque ben funzionante ma destinato allo scarto, lasciando aperta una piccola possibilità di trapiantarlo in un’altra persona in dialisi che avesse delle caratteristiche tali da poter tentare l’intervento. Era questa la soluzione sperata da tutti. É la  prima volta che viene utilizzata la chirurgia robotica in  una situazione anatomica vascolare estremamente più complessa. La sequenza di interventi si è consumata lunedì in una "staffetta chirurgica" dove solo al termine del primo intervento e della valutazione del rene si è potuto pensare di utilizzarlo per un trapianto. La nefrectomia è stata eseguita con tecnica robotica dal professor Paolo Gontero, direttore  dell’Urologia universitaria dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, insieme a Alessandro Greco e agli anestesisti Alessandra Davi ed Elisabetta Cerutti.

Gontero  spiega: “la chirurgia robotica è stata fondamentale in questa particolare situazione di un rene in posizione anomala a stretto contatto con l’utero e con una vascolarizzazione complessa". L’aiuto del robot ha permesso l’accuratezza chirurgica necessaria in un intervento così delicato. Il robot Da Vinci di ultima generazione in dotazione presso la Città della Salute viene correntemente utilizzato in campo urologico per interventi oncologici.  "Un rene con una complessità di arterie mai presentata prima d’ora per un trapianto nella trentennale tradizione della chirurgia Vascolare  ospedaliera delle Molinette, abituata ad operare su tutti i distretti vascolari anche in condizioni sia di estrema urgenza che di difficoltà” aggiunge Maurizio Merlo, direttore della chirurgia vascolare della Molinette. La fase successiva è poi stata eseguita dai dottori Omid Sedigh ed Andrea Bosio, urologi, che hanno ricostruito la complessa via urinaria del rene, anch’essa anomala, insieme con quella del ricevente.

Il trapianto è tecnicamente riuscito ed il paziente di 51 anni, sganciato dalla dialisi, è in costante miglioramento, ricoverato presso la terapia semi-intensiva della Nefrologia  universitaria e seguito dall'équipe nefrologica diretta da Luigi Biancone: "Due  situazioni di sofferenza e di calvario - dice - sono state trasformate entrambe in lieto fine, grazie alla generosità della signora ed all’esperienza pluridisciplinare del trapianto renale di Torino che si è dimostrata ancora una volta vincente”.

(Sara Strippoli, Repubblica.it)

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