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TORINO-BOLOGNA: DUE TRAPIANTI PEDIATRICI

A Torino trapiantato il fegato ad una bimba di cinque mesi; a Bologna il cuore ad una bimba di due mesi, La donatrice una bimba di sette mesi.

01/01/2006
Una bimba di sette mesi di Bologna, deceduta per anossia, ha aiutato a vivere due sue piccole quasi coetanee. Il suo cuore infatti è stato trapiantato ieri a una bambina di Ferrara e il suo fegato è stato invece donato a un'altra piccola di Milano, di cinque mesi, che lo ha ricevuto dai chirurghi dell'ospedale Molinette, di Torino. Il trapianto di fegato è iniziato alle 18 di ieri e si è concluso all'alba. A eseguirlo è stata l'equipe guidata da Mauro Salizzoni. Il trapianto è riuscito alla perfezione. La piccola paziente era affetta da un' atresia delle vie biliari, una malformazione congenita grave. «Appena terminato l' intervento, i miei colleghi ed io ci siamo fatti reciprocamente gli auguri e li abbiamo rivolti anche alla piccola che avevamo sul lettino operatorio», racconta Salizzoni, con una punta di commozione. Quello della notte scorsa è il trapianto di fegato numero 1.450 del centro delle Molinette, il cinquantesimo su un paziente con meno di 10 chili di peso. «I nostri piccoli trapiantati sono tutti vivi e stanno bene», ricorda il direttore del centro, che ha concluso il 2005 con 167 trapianti eseguiti. Nel pomeriggio dell'ultimo giorno del 2005 era stato eseguito a Bologna il trapianto di cuore in una bambina di 2 mesi, di appena quattro chili. Sia la bambina che ha donato l'organo, sia quella che lo ha ricevuto sono le più piccole protagoniste di un trapianto cardiaco in Italia. L'operazione è durato solo due ore ed è stato eseguito al policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna dal professor Gaetano Gargiulo, cardiochirurgo con una casistica di 20 trapianti su bambini o neonati. Lo specialista ha condotto l'operazione indossando occhiali telescopici e materiale chirurgico adatto alle dimensioni degli organi della piccola cardiopatica. L'equipe degli anestesisti è stata diretta dal prof. Gerardo Martinelli. La bimba, di Ferrara, era affetta da una cardiomiopatia ipertrofica, soffriva arresti cardiaci ripetuti ed era in imminente pericolo. Senza trapianto non sarebbe probabilmente sopravvissuta più di un paio di giorni. (vipas)
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