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TOSCANA: PER I TRE PAZIENTI UN GRUPPO DI CURA INTERNAZIONALE

Annunciate dall'assessore Enrico Rossi le misure immediate Nuove linee di indirizzo per rendere più sicure le procedure di laboratorio.

22/02/2007
Il primo e più importante impegno è stato quello di attivare un gruppo di lavoro internazionale per fornire ai tre pazienti a cui sono stati trapiantati gli organi prelevati da un donatore Hiv positivo tutte le profilassi e le cure più avanzate, ora e nel caso in cui si verificasse la sieroconversione. E' quanto annunnciato oggi dall'assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi nel corso di un incontro con la stampa, in cui sono state annunciate anche misure immediate per elevare il tasso di sicurezza del sistema e delle procedure di laboratorio, l'anello della catena trapioantologica in cui si è verificato l'errore umano. 'La prima preoccupazione dell'Azienda Careggi e dell'Organizzazione Toscana Trapianti – ha affermato Rossi – è stata quella di tradurre in atti concreti la nostra vicinanza ai pazienti e al loro dramma sanitario. Ci siamo rivolti, insieme ai medici curanti dei pazienti, ad alcuni dei massimi esperti nel settore, in Italia il dottor Paolo Grossi, infettivologo del programma nazionale Hiv e della Commissione infettivologica nazionale second opinion, negli Stati Uniti il professor Antony Fauci, direttore del National Institute of Health di Bethesda, immunologo, e il professor Paul Volberding, esperto in terapia antiretrovirale, in Spagna il professor Joan Mirò, infettivologo e responsabile del programma spagnolo Hiv. Il gruppo di lavoro ha condiviso e approvato i protocolli clinici immediatamente attivati con i pazienti. Parallelamente a Careggi un altro gruppo di lavoro è stato incaricato di proporre alcune misure per migliorare la sicurezza delle procedure laboratoristiche, con specificazioni ulteriori dei passaggi chiave, gli stessi che, all'analisi successiva, sono risultati essere il punto in cui si è verificato l'errore. Queste 'specificazioni' delle procedure verranno oggi stesso inviate al sietema sanitario toscano e saranno messe a disposizione del Centro nazionale trapianti come contributo all'intero sistema nazionale. 'Abbiamo individuato uno specifico errore – ha spiegato l'assessore Rossi – e lì abbiamo cominciato subito a lavorare. L'errore stesso ci ha permesso di imparare e di intervenire per ridurre il rischio anche per il futuro'. Le linee di indirizzo urgenti a cui i servizi dovranno adeguarsi  riguardano in sostanza alcuni punti: assicurare al processo di analisi e refertazione un automatismo completo che consenta di trasferire i risultati delle analisi al programma gestionale fino alla stampa finale del referto, evitando trascrizioni manuali; introdurre nel softwere tutti gli accorgimenti utili alla messa in evidenza dei risultati (caratteri di stampa, colori, sottolineature…); fare in modo che il referto riporti, accanto alla valutazione positivo/negativo, anche il valore numerico del risultato ottenuto; provvedere alla doppia firma del referto stesso da parte di due diversi operatori. 'Stiamo da tempo lavorando per il miglioramento degli standard qualitativi dei nostri laboratori – ha aggiunto l'assessore Rossi – E infatti in una delibera che porteremo in giunta nella prossima seduta è prevista una riorganizzazione della rete, con un laboratorio per ogni Azienda, e procedure e tempi  certi per il loro accreditamnto.' Infine gli aspetti amministrativi: 'Non lasceremo soli i pazienti anche sul piano concreto – ha proseguito l'assessore Rossi – Abbiamo già incaricato il direttore generale del dipartimento per il diritto alla salute Francesco Izzo e i direttori amministrativi delle Aziende interessate di attivarsi per prendere i contatti con le assicurazioni e quindi far marciare speditamente le pratiche di risarcimento'.    (vipas)
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