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TOSCANA: PERCORSO ASSISTENZIALE DEL TRAPIANTO D’ORGANO

La Regione Toscana ha approvato il 18 settembre scorso la delibera n. 651 con la quale l'Organizzazione Toscana Trapianti (OTT) ha istituito il percorso assistenziale del trapianto di organi.

01/10/2006
PERCORSO ASSISTENZIALE DEL TRAPIANTO D’ORGANO A) PREMESSA Il ruolo della trapiantologia trova pieno riconoscimento nel nuovo PSN, dove costituisce una delle tre reti di interesse nazionale, insieme all’emergenza-urgenza e alle malattie rare. I successi trapiantologici si trasformano in risposta assistenziale e in maggiori opportunità di cura per i cittadini che, a loro volta rispondono a questa realtà attraverso la donazione di organi e tessuti che oggi in Toscana risulta fra le prime in Italia e in Europa. Dalla costituzione dell’OTT (Organizzazione Toscana Trapianti) nel 2003 ad oggi il livello organizzativo del sistema toscano di donazione e trapianto si è evoluto a livelli di eccellenza tanto da essere considerato di riferimento per altri sistemi regionali. La strategia qualificante dell’OTT è stata quella di avere messo al centro della riorganizzazione del sistema la “qualità e la sicurezza” e di avere dato il via ad un programma regionale di accreditamento dei processi di donazione e di trapianto che garantisca al cittadino la massima efficacia assistenziale e trasparenza del percorso. In tale programma, che rappresenta la piattaforma di tutto il sistema, si integrano le reti aziendali di donazione e trapianto, il percorso assistenziale regionale di trapianto di organi, che è collegato alla messa in opera delle reti regionali di trapianto per tipologia di organo. Queste ultime vedono la stretta interazione fra i Centri trapianto e le Unità operative specialistiche di riferimento per tipologia di organo delle Asl/Ao toscane. B) IL PERCORSO 1) Il Medico di Medicina generale o Pediatra di libera scelta Il cittadino, che presenta una qualsiasi patologia d’organo, deve rivolgersi al proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta. Il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, dopo adeguata valutazione clinico-anamnestica ed aver effettuato la diagnostica di laboratorio e strumentale necessaria all’inquadramento del caso, sulla base dei criteri condivisi dalla rete regionale trapianto, lo indirizza all’Unità Operativa specialistica di riferimento della Asl di appartenenza dello stesso paziente. 2) L’Unità operativa specialistica L’Unità Operativa specialistica, sulla base delle condizioni cliniche del paziente, previo approfondimento diagnostico, può decidere se: a) rinviare il paziente al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta con adeguato programma terapeutico; b) prendere in carico il paziente; c) segnalare il caso al Centro trapianti di riferimento regionale per la tipologia di organo al fine di attuare una valutazione trapiantologica. 3) Il Centro Trapianti La segnalazione al Centro trapianti prevede la preventiva esecuzione degli esami ematochimici e strumentali condivisi con il Centro stesso, nonché la stesura di adeguata relazione clinico-anamnestica. Tutta la documentazione viene inviata al Centro trapianti per una preventiva valutazione. Il Centro trapianti può richiedere alla U.O. Specialistica ulteriori dati a completamento della valutazione dopo di ché, se non sussistono criteri di esclusione ad un eventuale prospettiva di trapianto, sottopone il paziente a visita. Presso il Centro Trapianti il paziente viene sottoposto all’iter valutativo predisposto per l’inserimento in lista di attesa per trapianto, che può prevedere, oltre ad ulteriori esami diagnostico-strumentali, da eseguire presso la U.O. Specialistica di provenienza o presso il Centro trapianti, anche più visite ambulatoriali compresi eventuali periodi di ricovero in regime ordinario o Day Hospital presso il Centro trapianti stesso. 4) Inserimento e mantenimento in lista di attesa Al termine della valutazione il paziente può essere ritenuto idoneo per l’inserimento in lista di attesa oppure risultare non idoneo. Nel primo caso il Centro trapianti: 1) inserisce i dati del paziente nel software regionale; 2) invia la comunicazione di iscrizione in lista al Centro Regionale di Allocazione organi e tessuti che provvederà all’inserimento nel Sistema informativo nazionale; 3) invia al paziente l’attestazione di iscrizione in lista, che gli permetterà di usufruire dell’esenzione ticket per patologia; 4) invia al paziente, alla U.O. Specialistica ed al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta l’informativa relativa al programma di mantenimento in lista con il calendario dei controlli da effettuare e delle prescrizioni da seguire. Nel secondo caso, in presenza di inidoneità, il Centro trapianti invia al paziente, alla U.O. Specialistica ed al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta una relazione scritta indicando le motivazioni della propria decisione. Il paziente in attesa di trapianto, con il supporto del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta e della U.O. Specialistica di riferimento, deve seguire scrupolosamente il programma di mantenimento in lista del Centro trapianti a cui è iscritto. Quest’ultimo, infatti, in base all’iter di controllo per il mantenimento in lista, sottopone il paziente a controlli periodici, che possono portare, in base a eventuali variazioni dello stato clinico, alla sospensione temporanea del paziente dalla lista o alla sua uscita definitiva. In quest’ultimo caso il Centro trapianti invia al paziente, alla U.O. Specialistica ed al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta una relazione scritta indicando le motivazioni della propria decisione. E’ fondamentale, inoltre, che qualsiasi variazione delle condizioni cliniche eventualmente intervenuta nell’intervallo tra un controllo e l’altro, sia prontamente segnalata al Centro Trapianti. 5) Il trapianto Al momento in cui al Centro trapianti arriva la proposta di un donatore di organi che, sulla base dei criteri di assegnazione adottati dal centro stesso, risulti idoneo al trapianto del paziente in lista, quest’ultimo viene allertato. Il paziente viene fatto arrivare nel più breve tempo possibile al Centro trapianti, dove viene sottoposto ad un controllo delle proprie condizioni cliniche. Se non risultano intervenute controindicazioni cliniche all’intervento chirurgico, questo viene avviato al trapianto. Al contrario, se il paziente al controllo clinico risulta affetto da qualche patologia, anche temporanea, che comporta dei rischi per l’intervento chirurgico, questo viene adeguatamente informato e rinviato al proprio domicilio, mantenendo invariata la propria iscrizione in lista. Un volta effettuato il trapianto, il paziente rimane ricoverato in Terapia intensiva e successivamente in reparto di degenza del Centro Trapianti. In questo periodo viene addestrato a seguire le prescrizioni terapeutiche e tutto quanto previsto dal programma di follow-up precoce per massimizzare l’efficacia della terapia trapianto. 6) Il post-trapianto e follow-up Al termine del periodo di ricovero il Centro trapianti predispone la relazione di degenza per l’U.O. Specialistica e per il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, che consegna al paziente alla sua dimissione insieme al programma di follow-up che dovrà seguire. Il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta dovrà controllare che il paziente segua scrupolosamente il programma di follow-up (precoce e tardivo) previsto dal Centro trapianti. Inoltre dovrà attivare i servizi territoriali della Asl che risulteranno necessari per una corretta gestione del programma, in base alle condizioni cliniche e sociali del paziente trapiantato. Il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta e l’U.O. Specialistica di riferimento, con il supporto del Centro trapianti dove è stato effettuato l’intervento, costituiscono il costante riferimento del paziente trapiantato. L’U.O. Specialistica di riferimento, al fine di semplificare l’adesione al programma di follow-up del paziente trapiantato, predispone appositi percorsi preferenziali per i vari controlli clinici ambulatoriali, ematochimici e/o diagnostico-strumentali che questo deve effettuare. 7) Accesso alle prestazioni sanitarie all’estero Un paziente in lista di attesa in un centro di trapianti nazionale, che presenti i requisiti previsti dalla normativa vigente, può richiedere l’autorizzazione all’iscrizione in una lista estera. In questa scelta deve tenere conto che, a livello Europeo, l’Italia viene seconda solo alla Spagna come tasso di donazione di organi e quindi le opportunità di trapianto sono molto più alte che in altre Nazioni, e che l’iscrizione in una lista di attesa estera comporta l’uscita dalla lista di attesa nazionale. Nel caso in cui il paziente voglia perseguire tale opportunità, l’U.O. Specialistica che ha in carico il paziente prepara una relazione clinica, con la quale il paziente correderà la richiesta dell’autorizzazione E112 per accedere alla prestazione sanitaria all’estero che inoltrerà alla Asl di residenza. La Asl inoltrerà la documentazione al Centro regionale referente per la tipologia di trapianto in questione per il necessario parere tecnico. Una volta ricevuto il parere tecnico da parte del Centro regionale referente, la Asl decide in merito all’approvazione amministrativa dell’autorizzazione rilasciando o meno il modello E112 o similari (in base al Paese scelto). In caso di rilascio dell’autorizzazione il paziente può accedere al Centro trapianti estero scelto per le opportune valutazioni, e se questo Centro decide di iscriverlo in lista, la U.O. Specialistica che ha in carico il paziente comunica la decisione al Centro trapianti nazionale dove era iscritto il paziente. Quest’ultimo provvede alla cancellazione dalla lista di attesa regionale comunicandolo al paziente, all’U.O. Specialistica e al medico di medicina generale. Il paziente, dopo essere stato trapiantato presso il Centro trapianti estero, inoltra tutta la documentazione sanitaria e amministrativa alla propria Asl di residenza per il successivo rimborso. (vipas)
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