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TRAFFICO DI ORGANI: FATTI, FINZIONI, RUMORI (6)

Sesta e ultima puntata del report di Rafael Matesanz, presidente del Comitato trapianti del Consiglio d'Europa, sul cosidetto fenomeno del "traffico di organi".

01/09/2003
TRAFFICO DI TESSUTI Quelli che hanno seguito fino a qui queste righe e conoscono più o meno il problema probabilmente sentono la mancanza in questa esposizione di una serie di reperti macabri e testimonianze provenienti dalla America Latina che sono state diffuse da diverse catene internazionali televisive e presentate come prove irrefutabili del traffico di organi. Curiosamente anche qualche autorità locale ha considerato la cosa in questi termini ma nessuno si è preoccupato di chiedere una valutazione tecnica che avvalorasse il reperto. MI riferisco alle fosse comuni dell'ospedale psichiatrico Montes de Oca in Argentina e di Barranquilla in Colombia, con cadaveri ai quali mancavano pezzi anatomici come il cuore, gli occhi e segmenti ossei. Le indagini dei giornalisti e dei giudici hanno parlato della esistenza di un traffico di organi in maniera molto istintiva e primitiva dimenticandosi di qualcosa di fondamentale. "dove erano le attrezzature tecnologiche per effettuare "in situ" i trapianti cardiaci o di altri organi o almeno per effettuare i prelievi con una minima attenzione chirurgica?" "dove sono finiti i misteriosi pazienti trapiantati e tutte le équipe mediche e chirurgiche capaci di portare a termine questi delitti?" "Perché quello che qualsiasi esperto conosce sono le condizioni tecniche per ottenere un organo solido, i requisiti per inviarli ed i tempi di ischemia massima. Nulla di tutto questo è stato mai scoperto e nulla fa pensare che qualcuno fosse stato ucciso per trapiantare i suoi organi. La cosa è molto più semplice ed anche meno sofisticata, anche se meno conosciuta al grande pubblico: il traffico di tessuti. Quello che nasconde questo ed i molti altri casi scoperti nella America Latina o nell'Europa dell'Est è semplicemente una profanazione di cada veri per ottenere pezzi natomici che possono essere convertiti in tessuti trapiantabili a fresco (cornee) o dopo una crioconservazione o liofilizzazione (valvole cardiache, segmenti ossei, ligamenti, dura madre, etc...) I responsabili di indurre a questi atti di profanazione, ovviamente riprovevoli, sono i brokers internazionali che fanno capo alla potente industria dei tessuti umani nordamericana ed anche del centroeuropa, poco scrupolosa per quanto riguarda la maniera e i luoghi per ottenere la materia prima. Il consumo dei tessuti da parte della medicina moderna è già alto e lo sarà più nel futuro. Si può dire senza timore di sbagliare che la vera battaglia dei trapianti per quanto si riferisce alla diffusione ed alla innovazione tecnologica si combatterà con i tessuti e non con gli organi. Tuttavia, la differenza fondamentale con questi è la mancanza di una dinamica dovuta alla scarsità e alla sproporzione tra l'offerta e la domanda, salvo forse che per le valvole cardiache se la loro domanda aumenterà nel futuro. Qualsiasi altro deficit specifico di cornea, di tessuto osseo, etc è un problema strettamente organizzativo e dipende dal fatto di dedicare una minore o maggiore quantità di mezzi e personale e se c'è o meno l'interesse di procurarli. In questo contesto l'utilizzazione fraudolenta di cadaveri in paesi come la Russia, la Romania, la Colombia o l'Argentina a parte i problemi etici e legali sui quali non occorre insistere, presuppone un rischio enorme di diffusione di malattie non individuabili con gli esami sierologici standard e inoltre rappresenta un elemento potenzialmente molto pericoloso per la donazione altruista di organi per il fatto di fare un commercio di questi prodotti ion altri paesi. Come si vede gli appetiti di commercializzazione del corpo umano possono acquisire forme e apparenze più varie che vanno dalla sottigliezza amministrativa alle forme più brutali di sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Benché ogni cosa abbia caratteristiche proprie è certo che in un tema come questo è molto facile passare di un gradino all'altro. Per questo è necessario essere totalmente inflessibili. Il corpo umano non può e non deve essere oggetto di nessuna transazione commerciale. Cosi recita il Principio Rector nº 5 nella 44 Assemblea della OMS del 13 maggio del 1991 mentre nel 6º raccomanda la proibizione di tutta la pubblicità sulla necessità o disponibilità di organi il cui fine sia quello di ottenere o ribassare un prezzo. È dovere e necessità di tutti che sia così e che così continui. Non ci entriamo più di quello che a prima vista si può pensare. (Le puntate precedenti si possono leggere nell'archivio "News").
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