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TRAFFICO DI ORGANI: FATTI, FINZIONI E RUMORI

Pubblichiamo la prima puntata di un report di Rafael Matesanz, presidente del Comitato dei trapianti del Consiglio d'Europa, sul cosidetto fenomeno " traffico di organi".

28/07/2003
Introduzione : Lo scenario dei trapianti Si vendono gli organi? Sono rapiti i bambini per trapiantare i suoi organi? Sono utilizzati gli organi dei giustiziati cinesi ? Senz'altro la specie umana è capace di commettere le più grande atrocità. Non credo sia necessario insistere troppo su questa affermazione. Basta conoscere sommariamente la storia di un qualsiasi popolo che abita il pianeta per constatarlo e basta una semplice occhiata a un giornale o a un programma televisivo per confermare che non siamo andati molto avanti nelle ultimi decadi e nemmeno negli ultimi secoli. Le differenze economiche, razziali, religiose, politiche, le differenze di potere insomma si dirimono con le armi più o meno sofisticate per arrivare alla sottomissione, alla distruzione, alla soppressione del nemico che diventa il vinto a tutti effetti, inclusi i più degradanti. Da questa prospettiva storica, certamente non molto allettante, non sorprenderà nessuno il fatto che l'ultimo quarto del ventesimo secolo abbia contribuito alla storia degli orrori dell'umanità con una nuova forma di sfruttamento dell'uomo sull'uomo: il traffico di organi. In realtà la compravendita di parti del corpo umano in cambio di denaro o di altra forma di pagamento più sottile o anche direttamente contro la volontà della persona "che dà", si differenzia in modo molto sfumato dalle altre piaghe secolari dell'umanità come la schiavitù, la prostituzione o lo sfruttamento sessuale in qualsiasi forma. Più sofisticato senza dubbio, però in fondo con una base molto primitiva che colui che ha il potere o il denaro può ottenere da coloro che non lo hanno, anche le cose più personali a suo vantaggio, per il suo piacere o per assicurarsi la salute. Non è estraneo a questo panorama il fatto non meno drammatico malgrado la frequenza, che il 20% dell'umanità disponga dell'80% delle risorse del pianeta e viceversa. La dialettica Nord - Sud condiziona inesorabilmente tutti gli aspetti della vita quotidiana nel mondo e questo dei trapianti non poteva essere da meno. Fino a qui lo scenario nel quale ci piaccia o meno dobbiamo muoverci. Tutta una serie di fatti e circostanze che pur non avendo nulla a che vedere tra loro sono tuttavia profondamente radicate nella storia dell'umanità e nel contesto generale in cui si muove il mondo. Loro hanno fatto sì che qualcosa di tanto positivo come i trapianti di organi e tessuti, vera rivoluzione della medicina della fine del secolo, siano associati a qualcosa di tanto deprecabile come la vendita e il traffico di organi. A questo livello di sviluppo crediamo sia conveniente descrivere sommariamente le cause, gli effetti e che cosa precisamente si intende per traffico e vendita di organi. A parte l'aspetto deprecabile del fatto stesso di fare mercato del corpo umano, il traffico di organi costituisce una piaga che mina molto seriamente l'intero processo della donazione altruista e del trapianto. Una ragione in più perché il tema non ci lasci indifferenti. Nonostante la spettacolarità e il senso di onnipotenza che accompagnano il trapianto per il cittadino della strada, va di fatto che il numero di malati che possono essere curati con queste terapie dipende soprattutto dalla disposizione della società nei confronti della donazione altruista di organi. La scarsità di organi per i trapianti contrasta in maniera drammatica con il numero sempre maggiore di malati che potrebbero salvarsi o migliorare la qualità della vita grazie a un trapianto. Quindi, la crescente sproporzione tra offerta e domanda finisce col dare origine al traffico d'organi e alle conseguenze che lo accompagnano. Non ci sono organi per tutti, per cui i ricchi fanno di tutto per averli costi quello che costi. Per contro, la cattiva immagine che offre questo mercanteggiare, e il venirne a conoscenza da parte della opinione pubblica, fa sì che la popolazione sia restia alla donazione di organi perché percepisce che l'atto di maggiore generosità di un essere umano (la donazione di parte del proprio corpo) finisce per contribuire a mantenere un sistema ingiusto, inumano e perfino macabro. Ci sono dati di una indagine spagnola che indicano come fattore predisponente principale alla donazione degli organi, la percezione del trapianto come una buona prestazione sanitaria con tutto quello che implica la trasparenza e l'equità del processo. Da tutto quello che è stato esposto finora , si deduce quanto sarebbe assurdo, arrivati a questo punto, negare in astratto l'esistenza del traffico di organi. Ebbene, sotto questo nome generico vengono raggruppati fatti reali, che non hanno quasi nulla in comune né a livello tecnico né a livello concettuale e che sono stati mischiate a volta in maniera irresponsabile, frutto della mancanza di adeguata conoscenza. Per contro, altre volte sono state diffuse intenzionalmente notizie false in un chiaro esempio di autogiustificazione dei mezzi utilizzati in onore di un fine definito molte volte inconfessabile. Curiosamente questa mescolanza di fatti facilmente dimostrabili, di falsità senza fondamento, notizie false mai confermate, sotto forma di incubi, sono passati a far parte del retaggio culturale della società attuale. Molto probabilmente si intrecciano con una serie di miti, di credenze e paure secolari onnipresenti nella storia dell'umanità che mutano in base al grado di sviluppo tecnologico, ma non in base allo sviluppo culturale. Innanzitutto è necessario avere una definizione esatta di termini tecnici che ci permetta di sapere almeno di che cosa si sta parlando. Anche se in inglese si è preferito delimitare il problema con alcune parole come : SELLING, STEALING AND KILLING: vendita, furto e assassinio, ci pare più esatto suddividere il concetto conosciuto volgarmente come traffico di organi in tre aspetti: -Compravendita di reni (e nel futuro di segmenti di altri organi solidi) -Procurarsi in maniera criminale di organi -Traffico di tessuti 1 (continua)
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