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TRAFFICO ORGANI: RETE TRAPIANTI ITALIANA SICURA

Lo ha sottolineato il Sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio. Intanto Maroni è stato convocato d'urgenza dalla Commissione parlamentare d'inchiesta del Senato sul SSN,

31/01/2009
In riferimento ad un possibile traffico di organi prelevati in modo illecito a minori il Sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio sottolinea "l'assoluta impermeabilita' della rete trapianti italiana, che e' pubblica, (ed e' bene che lo resti) all'ingresso di organi di provenienza sconosciuta". In particolare il Sottosegretario precisa che "la rete trapiantologica italiana e' a conoscenza della sede di prelievo e di trapianto di ogni organo e vengono trapiantati solo pazienti inseriti in lista di attesa. Tutti i dati sono informatizzati e riportati nel Sistema Informativo Trapianti - SIT gestito dal Centro Nazionale Trapianti e dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali che consente in qualsiasi momento di tracciare in modo preciso tutti gli organi e tutti pazienti trapiantati. Non e' possibile - chiarisce Fazio - che vengano inseriti nel sistema organi o pazienti di provenienza non accertata. Gli standard di sicurezza e tracciabilita' utilizzati sono in linea con la Direttiva europea sulla sicurezza e la qualita' dei trapianti di organo recentemente presentata a Bruxelles dalla Commissione Europea. Grazie a queste misure possiamo considerare la rete nazionale impermeabile a qualsiasi traffico di organi". L'assenza di traffici all'interno della rete nazionale, spiega il sottosegretario, "non puo' tuttavia escludere che trapianti "clandestini" possano essere effettuati altrove. Nel valutare questa ipotesi, puo' essere utile considerare che sinora in nessun paese dell'Unione Europea che applichi i nostri standard e' ancora stata provata da una inchiesta l'esistenza di traffici di organi il grado di complessita' dell'evento prelievo-trapianto richiede una elevata professionalita' degli operatori, per quanto riguarda gli organi vitali il prelievo del donatore mentre viene mantenuto il battito cardiaco, la disponibilita' di sale operatorie per il prelievo ed il trapianto, la disponibilita' di rianimazioni, radiologie, laboratori di immunogenetica e microbiologia e centri per il follow-up del paziente, cioe' di strutture sanitarie che difficilmente potrebbero sfuggire ad indagini accurate. Data la recente segnalazione della Organizzazione Mondiale della Sanita' di paesi extraeuropei nei quali e' possibile ottenere trapianti di rene prelevati a donatori "teoricamente volontari" rimborsati da organizzazioni private - conclude - i centri trapianto sono stati allertati dal Centro Nazionale a segnalare la richiesta di cure di pazienti italiani trapiantati all'estero secondo queste modalita' che sono definite come "turismo trapiantologico" e che sono vivamente sconsigliate da questo Ministero". SENATO: COMMISSIONE INCHIESTA SSN CONVOCA MARONI 'Le parole del Ministro dell'Interno Maroni sono di una gravita' inaudita e vanno al piu' presto chiarite e approfondite. A questo scopo la Commissione parlamentare d'inchiesta del Senato sul SSN, da me presieduta, ha deciso di convocare d'urgenza il Ministro, che verra' a riferire nel corso della prossima settimana'. Questa la dichiarazione del Senatore Marino, Presidente della Commissione, in seguito alle dichiarazioni del Ministro Maroni, nel corso del suo intervento alla prima assemblea pubblica dell'Unicef a Roma. 'In Italia il sistema dei trapianti e' sicuro. Per questo e' ancora piu' importante avere chiarimenti immediati dal Ministro in merito alle sue dichiarazioni di oggi. A livello internazionale per contrastare questa vile forma di sfruttamento, ancora piu' odiosa quando si tratta di minori, basterebbe risalire all'origine della 'filiera', ovvero quei pazienti trapiantati, disposti ad approfittare della poverta' e della disperazione altrui. Individuarli e' facilissimo - aggiunge il Senatore - perche' dopo il trapianto hanno necessariamente bisogno dell'assistenza di un medico, per i controlli periodici e per avere accesso ai farmaci della terapia antirigetto. E' evidente che se un paziente non e' in grado di fornire informazioni sulla provenienza dell'organo ricevuto o sull'ospedale in cui e' stato effettuato il trapianto, bisogna procedere con accertamenti accurati'. 'Il traffico d'organi e' un crimine contro l'umanita' - afferma Marino - e come tale deve essere trattato: non e' sufficiente denunciare i mediatori-trafficanti, bisogna incidere sanzionando complicita' e connivenze'. (vipas)
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