indietro

Trapiantati con epatite C o B: per due giorni Modena punto di riferimento nazionale

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca Epatologica Avanzata dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia organizza il 7° Workshop sui casi critici in epatologia.

21/01/2011
Il Centro Interdipartimentale di Ricerca Epatologica Avanzata dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, intitolato alla memoria di Mario Coppo, uno dei più grandi epatologi a livello mondiale, che ha insegnato per decenni a Modena, organizza il 7° Workshop sui casi critici in epatologia, dedicandolo alla “Gestione clinica del paziente con epatite cronica virale prima e dopo il trapianto di fegato”. Il workshop si tiene venerdì 21 e sabato 22 gennaio 2011 al Forum Monzani (Via Aristotele, 33) a Modena a partire nella prima giornata dalle ore 12.00. Saranno messi a confronto esperti di virologia ed epatologia clinica per discutere in modo esauriente diverse problematiche relative ai pazienti con epatite cronica C o B. In particolare, si discuteranno quattro aspetti oggi di grande attualità: - la personalizzazione della terapia nel paziente con epatite cronica B; - la storia naturale e la gestione pre- e post-trapianto dei pazienti con cirrosi epatica da virus B; - l’ottimizzazione della terapia nel paziente con epatite cronica C e prospettive future; - la storia naturale e la gestione pre- e post-trapianto dei pazienti con cirrosi epatica da virus C. “Uno dei problemi sanitari di più grande impatto clinico ed epidemiologico è l’infezione cronica da virus epatitici - ha spiegato il prof. Antonello Pietrangelo, Direttore della Struttura Complessa di Medicina II dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e Responsabile del Centro Interdipartimentale -. Milioni di pazienti, infettati da virus C o da virus B ormai da tempo, vanno ora incontro alle complicanze più severe quali l’insorgere di cirrosi o la degenerazione neoplastica del fegato. Se lo sviluppo di efficaci terapie antivirali permette oggi di ottenere buoni successi terapeutici in una apprezzabile percentuale di pazienti con epatite cronica C, è purtroppo sempre maggiore la quota di pazienti per i quali la sola possibilità terapeutica è il trapianto di fegato, che offre oggi buone chance di sopravvivenza anche a medio-lungo termine. Restano aperti diversi problemi legati alla gestione dei pazienti con epatite durante il corso della malattia cronica o, dopo l’insorgenza di cirrosi, quando è in attesa del trapianto di fegato o nel periodo post-trapianto. Il workshop è dedicato proprio alla gestione terapeutica di questi pazienti”. Il workshop è suddiviso in quattro sessioni ciascuna conclusa da una tavola rotonda con lo scopo di far emergere gli aspetti più rilevanti per la pratica clinica ed ottenere per quanto possibile un consenso tra gli esperti sulle linee di indirizzo per la gestione del paziente. A Modena gli allievi del prof. Mario Coppo, che esercitò a Modena dal 1947 al 1978, unanimemente considerato uno dei “Maestri” indiscussi della medicina modenese, hanno portato avanti la sua grande scuola epatica, costituendo un nucleo di eccellenza per lo studio e la cura delle malattie del fegato che si incardina su due realtà complementari, entrambe coordinate dal prof. Antonello Pietrangelo. Da un lato c’è il percorso multidisciplinare attivato presso il Policlinico di Modena denominato Punto Fegato, che vede la partecipazione attiva di internisti, gastroenterologi, infettivologi e chirurghi, il quale andrà a regime nei primi mesi del 2011. Dall’altro c’è il Centro Interdipartimentale di ricerca epatologica avanzata, costituito nel 2009 dall’Ateneo, che costituisce in pratica il “braccio scientifico” del primo.
torna su