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Trapiantato un omero al posto del femore: così a Torino hanno salvato un bambino con un tumore

L’intervento eseguito due anni fa al Regina Margherita, ma la notizia è stata data solo oggi dopo che il ragazzino è stato dichiarato fuori pericolo e ha ricominciato a vivere

14/10/2016

Un intervento sofisticato e rischioso, raro nel suo genere, dalle conseguenze imprevedibili. É quello che ha permesso di ricostruire il femore, con un omero, a un bambino piemontese di 6 anni colpito da un osteosarcoma primitivo del femore distale: un tumore poco frequente ma devastante, con un’incidenza di circa 150 casi l’anno in Italia.
L’intervento, realizzato all’Ospedale Infantile Regina Margherita dall’équipe del dottor Raimondo Piana, direttore di Chirurgia oncologica ortopedica della Città della Salute di Torino, si è svolto in due fasi. Prima è stata asportata la parte distale del femore, cioè l’articolazione del ginocchio. In seconda battuta si è proceduto alla ricostruzione con un omero rovesciato, un osso proveniente da donatore proveniente dalla Banca dei Tessuti Muscoloscheletrici della Regione: la scelta dell’omero è stata dovuta all’età e alle ridotte dimensioni del femore del paziente.

Il rivestimento
Non solo. Per garantire una ricostruzione il più possibile anatomica l’osso “di banca” è stato rivestito con una protesi in ceramica di ultima generazione. Il tutto è stato collegato al femore del bambino con una placca al ginocchio: ricostruendo le capsula e tutti i legamenti, preservando la tibia.
Un intervento a lieto fine, seguito da un iter molto lungo, che ha salvato la vita del paziente permettendogli una vita normale: dopo avere terminato le cure oncologiche presso l’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, diretta dalla dottoressa Franca Fagioli, il bambino, ora di otto anni, è tornato a frequentare regolarmente la scuola. Non a caso, la notizia è stata data nel momento in cui si è avuta certezza del successo a vari livelli: dall’assenza di ricadute al recupero della piena funzionalità della mobilità.

Casi rari
Come spiegano dalla Città della Salute in età pediatrica i tumori ossei sono rari nel loro genere. La buona notizia, al di là dell’intervento specifico, è che grazie ad un approccio multidisciplinare combinato con chemioterapia, radioterapia e chirurgia simili patologie hanno una prognosi più favorevole rispetto al passato. E questo, nonostante la complessità di operazioni che devono tenere conto anche dello sviluppo dei bambini: in sintesi, la parte ricostruita deve crescere, e crescere regolarmente, per non determinare nel tempo una differenza nella lunghezza delle gambe.
Confermata ancora una volta, al netto dell’abilità dei medici e del personale infermieristico, l’importanza della donazione di organi, tessuti e ossa (come in questo caso), un fronte che vede il Piemonte all’avanguardia in Italia e che fortunatamente quest’anno segna una ripresa dopo la preoccupante flessione registrata nel 2015. La costituzione di una Fondazione ad hoc da parte della Regione (come socio fondatore), con la partecipazione di Comune di Torino, Città della Salute, Università e Politecnico, punta a rilanciare lo sviluppo della ricerca, la promozione delle donazioni, e quindi dei trapianti, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Grazie ad interventi come quello in questione gli ortopedici del reparto di Chirurgia Oncologica ortopedica della Città della Salute e della Scienza di Torino hanno vinto il primo premio al Congresso mondiale di tecnologia in chirurgia protesica ISTA, dove ISTA sta per “International Society for Technology in Arthropalsty", che si è tenuto a Boston nei giorni scorsi.

(Alessandro Mondo, La Stampa)

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