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TRAPIANTI : IN RETE I DATI SULLA QUALITA'

La qualità dei trapianti effettuati in Italia è migliorata notevolmente negli ultimi anni, tanto che nel 2005 abbiamo raggiunto il primo posto in Europa.

25/06/2006
La qualità dei trapianti effettuati in Italia è migliorata notevolmente negli ultimi anni, tanto che nel 2005 abbiamo raggiunto il primo posto in Europa. Questo traguardo è frutto di un’analisi puntuale promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, che nel 2002 ha avviato un progetto di valutazione della qualità dell’assistenza sanitaria con l’obiettivo di migliorare lo stato di salute, innalzare il grado di soddisfazione dei cittadini e offrire strumenti di trasparenza. L’attività di trapianto è stata la prima ad essere sottoposta a valutazione, attraverso l’individuazione di criteri condivisi ed il coinvolgimento di tutti i centri operativi e dei professionisti del settore. Per garantire la qualità dei dati trasmessi e l’attendibilità dei risultati presentati sono state avviate procedure di audit (verifica ispettiva) su ogni centro trapianto. VALUTAZIONE DI QUALITA' DELL'ATTIVITA' DI TRAPIANTO 2000-2004 TRAPIANTO DI CUORE I dati relativi all'attività di trapianto di cuore svolta nel quinquennio 2000-2004 confermano e rafforzano l'ottima qualità degli interventi eseguiti in Italia e l'efficienza di tutti i Centri. Ad esempio, dal confronto con i registri internazionali risulta che l’Italia, nel periodo di tempo che va dal 2000 al 2004, ha raggiunto l' 84,7% nella sopravvivenza dell’organo ad un anno dal trapianto e l' 84,9% nella sopravvivenza ad un anno del paziente. TRAPIANTO DI FEGATO I dati relativi all'attività di trapianto di fegato svolta nel quinquennio 2000-2004 confermano e rafforzano l'ottima qualità degli interventi eseguiti in Italia e l'efficienza di tutti i Centri. Ad esempio, dal confronto con i registri internazionali risulta che l’Italia, nel periodo di tempo che va dal 2000 al 2004, ha raggiunto l' 80,1% nella sopravvivenza dell’organo ad un anno dal trapianto e l' 85,4% nella sopravvivenza ad un anno del paziente. TRAPIANTO DI RENE I dati relativi all'attività di trapianto di rene svolta nel quinquennio 2000-2004 confermano e rafforzano l'ottima qualità degli interventi eseguiti in Italia e l'efficienza di tutti i Centri. Ad esempio, dal confronto con i registri internazionali risulta che l’Italia, nel periodo di tempo che va dal 2000 al 2004, ha raggiunto il 91,9% nella sopravvivenza dell’organo ad un anno dal trapianto ed il 97,0% nella sopravvivenza ad un anno del paziente. CONDIZIONI DI VITA SOCIALE DEI PAZIENTI TRAPIANTATI Trapianto di cuore Nel 92,0% dei casi i pazienti italiani sottoposti a trapianto di cuore lavorano o sono nelle condizioni di farlo e quindi sono stati pienamente reinseriti nella normale attività sociale. * tra coloro che hanno ripreso una normale attività lavorativa, il 30,5% svolge un lavoro a tempo pieno, il 7,8% lavora part-time, il 7,6% studia, l'8,5% è rappresentato dalle casalinghe, il 35,9% è in pensione; * tra coloro che non lavorano, l'1,7% è disoccupato, il 4,0% non lavora per scelta, l'1,9% non lavora per malattia, l'1,0% è ospedalizzato, il restante 1,0% non lavora per altri motivi. Trapianto di fegato Nel 82,5% dei casi i pazienti italiani sottoposti a trapianto di fegato lavorano o sono nelle condizioni di farlo e quindi sono stati pienamente reinseriti nella normale attività sociale. * tra coloro che hanno ripreso una normale attività lavorativa, il 39,1% svolge un lavoro a tempo pieno, il 7,9% lavora part-time, l'1,9% studia, il 10,9% è rappresentato dalle casalinghe, il 20,9% è in pensione; * tra coloro che non lavorano, l'1,9% è disoccupato, il 6,1% non lavora per scelta, il 3,4% non lavora per malattia, il 2,8% è ospedalizzato, il restante 5,2% non lavora per altri motivi. Trapianto di rene Nel 92,0% dei casi i pazienti italiani sottoposti a trapianto di rene lavorano o sono nelle condizioni di farlo e quindi sono stati pienamente reinseriti nella normale attività sociale. * tra coloro che hanno ripreso una normale attività lavorativa, il 30,5% svolge un lavoro a tempo pieno, il 7,8% lavora part-time, il 7,6% studia, l'8,5% è rappresentato dalle casalinghe, il 35,9% è in pensione; * tra coloro che non lavorano, l'1,7% è disoccupato, il 4,0% non lavora per scelta, l'1,9% non lavora per malattia, l'1,0% è ospedalizzato, il restante 1,0% non lavora per altri motivi. I DATI COMPLETI SI POSSONO CONSULTARE SUL SITO: www.trapianti.ministerosalute.it (vipas)
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