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TRAPIANTI : ITALIA PRIMA IN QUALITA'

Al nostro Paese è andata la certificazione di qualità da parte del Collaborative Transplant Study (CTS) di Heidelberg, centro di riferimento internazionale.

11/11/2005
L'Italia è al primo posto per quanto riguarda la qualità dei trapianti e al secondo per le donazioni. Al nostro Paese è andata, infatti, la certificazione di qualità da parte del prestigioso Collaborative Transplant Study (CTS) di Heidelberg, centro di riferimento internazionale. "Si tratta di un successo importante - ha dichiarato il sottosegretario alla salute, Domenico Di Virgilio - tra tutti i grandi Paesi. Siamo infatti primi al mondo per la qualità dei trapianti; secondi dopo la Spagna per i trapianti di cuore; secondi, dopo la Spagna, per trapianti di fegato da cadavere e terzi dopo Spagna e Francia per trapianti di rene da cadavere. Si tratta sicuramente di un traguardo importante anche se ancora rimane molto da fare". Questi dati sono stati diffusi nel corso della conferenza stampa per la presentazione delle celebrazioni del ventesimo anniversario del primo trapianto di cuore fatto in Italia, realizzato a Padova il 14 novembre del 1985, ad opera del prof. Vincenzo Gallucci. "Nel nostro Paese- continua Di Virgilio - la cultura della donazione e del trapianto è in forte crescita, anche grazie alla collaborazione tra le Associazioni di settore ed il Ministero della Salute. In passato c'erano pochi donatori, poche strutture specializzate e poca cultura della donazione. Oggi, per fortuna, anche grazie al fatto che i nostri medici con grande umiltà hanno studiato molto, andando spesso all'estero, grazie ad una informazione più capillare, siamo arrivati a questi risultati. E' chiaro che come Ministero siamo soddisfatti ma non ancora del tutto appagati: ci sono regioni come il Veneto, dove il numero dei donatori è elevato, altre dove c'è ancora una scarsa sensibilità su questo argomento. Bisogna lavorare su questo". "Il successo raggiunto - commenta Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti dell'Istituto Superiore di Sanità - si deve anche all'attivazione di una rete strutturale che non è limitata al solo trapianto ma riguarda anche la donazione e il prelievo degli organi. Si tratta di una rete strutturale orientata verso una risposta ai bisogni assistenziali di tutti i cittadini. L'Italia è in una posizione di vertice, superiore alla media europea. Un primato che veramente fa onore all'impegno, al sacrificio, all'abnegazione e alle capacità professionali di tutte quelle persone che operano nel mondo dei trapianti". (vipas)
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