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TRAPIANTI: 200.000 PAZIENTI IN ATTESA DI UN ORGANO

La crisi delle donazioni di organi e tessuti investe tutti i paesi. E' la denuncia presentata all'inaugurazione del Congresso internazionale della Società di Trapiantologia in corso a Miami (USA).

26/08/2002
Il mondo dei trapianti è in crisi: ovunque nel mondo mancano gli organi e, tranne pochissime eccezioni, c'è crisi di donatori. È la denuncia presentata in apertura del congresso internazionale della Società di trapiantologia, che si è inaugurato ieri a Miami, negli USA. Sono allarmanti le cifre presentate nell'incontro, considerato il più importante appuntamento scientifico del settore. Si stima infatti che nel mondo siano comprese fra 150.000 e 200.000 le persone in attesa di un trapianto. Nonostante ciò, sono soltanto 65.000 i trapianti che vengono fatti in un anno in tutto il mondo, e di questi quasi il 70% (45.000) sono trapianti di rene. Scarsa la disponibilità di organi come cuore, fegato, polmoni, pancreas, intestino, e di tessuti come cornea, ossa. Pochissimi, secondo gli esperti internazionali, i Paesi che finora hanno saputo promuovere la cultura della donazione di organi. Spicca la Spagna, che negli ultimi anni è balzata in testa alle classifiche mondiali per il numero di donatori. Secondo i dati più recenti del registro internazionale sulle donazione di organo e i trapianti, il Transplant Procurement Management, nel 2001 la Spagna si è attestata sulla cifra record di 32,5 donatori per milione di abitanti. La seguono a distanza Austria (23), Belgio (21,6), Stati Uniti (21) e Portogallo (20,2). In Europa L'Italia registrato un consistente aumento delle donazioni negli ultimi due anni, riuscendo a superare il tasso di 17 donatori per milione di abitanti e distaccando la Germania (13,5). Fanalino di coda in Europa è la Grecia, con 1,9. In America Latina il record delle donazioni va all'Uruguay (11,5). Si registra invece un grande squilibrio tra donazione da vivente e da cadavere in Brasile, dove avviene il 12% dei trapianti di rene e il tasso di donatori è di appena 4,4 per milione di abitanti. Anche il Giappone, per motivi culturali, privilegia le donazioni da vivente, soprattutto per il fegato. Denunciare la carenza di organi non è però l'unico obiettivo del congresso di Miami. Per il presidente della Società internazionale dei trapianti, Carl Groth, del Karolinska Institute di Stoccolma, è soprattutto l'occasione di fare il punto sulle ricerche più all'avanguardia, che "permettano di trovare fonti alternative di organi, sia da animali che artificiali".
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