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Trapianti: a Roma intervento a polmoni con “recupero” organo.

Al "Policlinico Umberto I" tecnica innovativa per l'utilizzo di quelli danneggiati.

08/10/2012
L'equipe del professor Federico Venuta ha eseguito, presso il Centro di Trapianto Polmonare del Policlinico Umberto I di Roma, circa tre settimane fa, il primo trapianto polmonare con ''ricondizionamento ex vivo'', tecnica innovativa messa a punto presso il centro Trapianti di Toronto circa un anno e mezzo fa e che viene effettuata solo in pochissimi Centri nel mondo, tra cui Torino e Milano e che permette di utilizzare gli organi normalmente scartati perché danneggiati o deteriorati. “Attualmente, le condizioni del paziente un uomo di 63 anni affetto da fibrosi polmonare idiopatica e in lista per il trapianto da diversi mesi, sono soddisfacenti, è stato trasferito dalla Terapia Intensiva in reparto, non necessita più di alcuna somministrazione supplementare di ossigeno e speriamo di poterlo dimettere quanto prima” dichiara Venuta. Ricondizionare vuol dire curare e, nel caso del polmone, significa migliorare le capacità di scambio dell'ossigeno e dell'anidride carbonica. In questo modo l'organo, considerato inutilizzabile da tutti i Centri Trapianto interpellati in quanto le sue caratteristiche non rispettavano i criteri di valutazione minimi per poter essere trapiantato, è stato curato e reso trapiantabile. Viene impiegata una speciale soluzione che grazie alle sue caratteristiche tratta l'infiammazione e il danno metabolico dell'organo, creatosi durante la permanenza del donatore in terapia intensiva in condizioni di morte cerebrale. Questa tecnica apre molte possibilità nel campo dei trapianti, come dichiara lo stesso Venuta, “questa tecnica, in futuro, ci consentirà di utilizzare un sempre maggior numero di organi e di trapiantare polmoni anche da donatore a cuore fermo, cioè dichiarato morto perché' in arresto cardiaco: in questo caso i polmoni potranno essere valutati e ricondizionati”. (ANSA).
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