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Trapianti: a Siena doppia donazione rene tra coppie coniugi

Impegnate per 10 ore oltre 30 persone su 3 sale operatorie.

23/10/2012
Doppia donazione e trapianto di rene da vivente tra due coppie di coniugi, in modalità incrociata, al policlinico senese Santa Maria alle Scotte. I complessi interventi, spiega l'Aou di Siena, sono andati bene ed hanno impegnato per circa dieci ore oltre trenta persone, a lavoro su tre sale operatorie. Una coppia e' originaria della provincia di Lucca: il ricevente e' la moglie di 33 anni e il donatore è il marito di 35 anni. Poiché non c'era compatibilità tra il rene del marito e quello della moglie, il marito ha donato il suo rene ad un'altra coppia, formata da un italiano di 41 anni, ricevente, e sua moglie cinese di 39 anni, che ha quindi donato il rene alla donna lucchese. La complessa procedura di selezione dei donatori e pianificazione degli interventi e' stata effettuata dalla chirurgia dei trapianti di rene, diretta da Mario Carmellini, e dalla nefrologia, dialisi e trapianto, diretta da Guido Garosi; supporto e' stato fornito poi dall'immunogenetica di Careggi, con il dottor Giovanni Rombolà, dalla nefrologia dell'ospedale di Lucca, diretta da Alberto Rosati, con il coordinamento del Centro nazionale trapianti. Tutte le procedure sono state autorizzate dal tribunale di Siena. “Trapiantati e donatori stanno bene e sono già stati dimessi - spiega Carmellini - i prelievi degli organi sono stati tutti realizzati con tecnica laparoscopica”. La complessità del caso, si spiega, era legata anche alle condizioni di salute dei due riceventi: “Entrambi – aggiunge Garosi - sono stati sottoposti, prima del trapianto, a procedure di aferesi per eliminare dal sangue gli anticorpi preformati. Il ricevente italiano, infatti, aveva già avuto un trapianto di rene ed era quindi fortemente immunizzato. L'altra ricevente, invece, presentava un alto grado di sensibilizzazione verso antigeni largamente diffusi nella popolazione”. (ANSA)
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