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TRAPIANTI: ASSESSORE SMENTISCE, RENE SCARTATO ANCHE IN TOSCANA

La dichiarazione del presidente dell'AIDO.

28/02/2007
Un caso di presunta malasanita' smentito nel giro di poche ore. Una vicenda legata ad un rene da trapiantare, giudicato inidoneo in un ospedale ma che sarebbe stato offerto poi in un'altra struttura, denunciata in mattinata dal presidente del Forum nazionale associazioni trapiantati, Giuseppe Canu. Le sue dichiarazioni, nel pomeriggio, sono state pero' definite ''false'' e ''fuorvianti'' dall'assessore toscano alla sanita' Enrico Rossi e dal direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa. Canu ha convocato una conferenza stampa a Firenze per raccontare il caso, di cui ha detto di possedere la documentazione, di una donna di 50 anni, residente nel Sud Italia, in dialisi e in lista di attesa per ricevere un rene. La stessa, all'inizio di gennaio, ha spiegato Canu, sarebbe stata chiamata dal centro trapianti dell'Aquila perche' era disponibile l'organo. Arrivata nel capoluogo abruzzese alla donna sarebbe stato pero' spiegato che il rene era gia' risultato di ''cattiva qualita''' e quindi non trapiantabile. Successivamente pero' la stessa signora sarebbe stata contattata da Pisa, per comunicarle la disponibilita' di un rene proveniente da L' Aquila. Dalla richiesta di spiegazioni della signora sarebbe emerso che si trattava dello stesso organo che poche ore prima era stato giudicato non trapiantabile. Sulla vicenda Canu ha anche annunciato una lettera al ministro della sanita' Livia Turco per chiedere un incontro urgente. Dichiarazioni che hanno provocato una immediata smentita dell' assessore toscano Enrico Rossi. ''Nessun rene proveniente dall'Aquila, e tanto meno di 'cattiva qualita'', e' stato trapiantato su pazienti toscani, ne' di nessun'altra regione'' ha affermato, in una nota, Rossi spiegando che l' Airt (Associazione interregionale trapianti), Cnt (Centro nazionale trapianti) e Ott (Organizzazione toscana trapianti), ''hanno fatto immediatamente tutte le verifiche necessarie e hanno appurato che l'episodio riferito dal signor Giuseppe Canu e' falso. Ci riserviamo di adire le vie legali''. Il direttore dell'Ott, Franco Filipponi ha poi precisato che ''il 30 dicembre 2006 vengono offerti dall'Airt alla centrale operativa dell'Ott due reni donati ad Avezzano (l'Aquila), e quindi proposti in offerta dall'Ocst (Organizzazione centro sud trapianti)''. I reni in questione sono stati offerti ai centri di trapianto renale della Toscana (Careggi, Pisa, Siena) e da tutti sono stati ritenuti non idonei sulla base della biopsia renale eseguita all'Aquila. Gli organi sono stati scartati e non sono stati impiantati su nessun paziente, ne' in Toscana ne' altrove. Tra l'altro, la signora citata da Canu, ha concluso Filipponi, non e' in lista di attesa a Pisa, ma a Siena. ''Si tratta di una notizia fuorviante perche' l'organo dichiarato non idoneo non e' stato trapiantato altrove'' e' stato il commento di Nanni Costa alla denuncia di Canu. Infine il presidente dell'Aido, Vincenzo Passarelli ha espresso ''amarezza e stupore per le dichiarazioni del presidente del Forum nazionale associazioni trapiantati che danneggerebbero ''chi lavora seriamente per l'incremento delle donazioni e dei trapianti nel nostro Paese''. ANSA Dichiarazione di Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale A.I.D.O. “ Stupore e amarezza hanno suscitato le affermazioni di Giuseppe Canu, Presidente del Forum dei Trapiantati, che in una conferenza stampa a Firenze ha denunciato un caso di presunta malasanità che si è rivelato falso. Stupore perché un Presidente Nazionale di un’associazione che deve tutelare e aiutare il cittadino prima e dopo il trapianto non conosce le regole che regolano il processo della donazione e del trapianto e quindi non rende un buon servizio ai propri associati. Amarezza perché sarebbe bastata una telefonata al Centro Nazionale Trapianti per verificare quanto da lui denunciato. La conclusione è che si è trattato di un atto di “sciacallaggio”, che danneggia chi lavora seriamente per l'incremento delle donazioni e dei trapianti nel nostro Paese”.
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