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Trapianti: come incrementare la donazione.

La soluzione in una ricerca di una infermiera pisana.

29/03/2013
“Benchmarking in the process of organ donation after brain death: proposal of a methodology to identify actual potential donation”. La perdita di un potenziale donatore può essere considerata un evento avverso (Link 1) poiché, conseguentemente, viene a mancare il ricorso alla terapia trapiantologica per i pazienti in lista di attesa. Purtroppo, pur essendo scientificamente dimostrato, che ad un dato numero di decessi con lesione cerebrale acuta (l.c.a.) in Unità di Terapia Intensiva ( UTI) deve corrispondere almeno il 50% di Morti Encefaliche Segnalate (ME), ciò avviene solo in una parte minoritaria dei casi (Link 2); http://donazioneorganietessuti.weebly.com/uploads/6/4/7/7/6477954/saviozzi_26_aprile_2010.pdf). Data la nota difficoltà di misurazione di questo standard a causa della disomogeneità con la quale vengono raccolti i dati relativi al numero dei decessi nosocomiali con l.c.a. (nell’ambito delle attività di Medicina della Donazione Link 3) si propone una inedita metodica (denominata SA.BO. e che sarà esplicata compiutamente in una prossima specifica pubblicazione) da proporre su ampia scala, che tenga conto delle risorse a disposizione, che sia facilmente applicabile e che consenta di rendere più omogenea la fonte di raccolta delle informazioni (Link 4). In questo modo sarà possibile migliorare la qualità analitica del dato e consentire di definire potenzialità donative più realistiche di quelle attuali mediante l’applicazione degli indicatori scientificamente validati e specifici del percorso assistenziale della donazione. Obiettivo: a. individuazione dei parametri di estrazione fondamentali dalla SDO al fine di evitare l’elaborazione di fattori confondenti; b. identificazione di parametri comuni caratterizzanti i casi di ME segnalati; c. applicazione dei parametri individuati per stimare il fenomeno dei decessi con l.c.a. con possibilità evolutiva verso la ME, fuori dalle UTI e la loro ipotetica incidenza sull’attività trapiantologica regionale. Materiali e Metodi: Esame dei decessi con lesione cerebrale acuta nelle UTI toscane, rilevati dalle schede di morte ISTAT e verificati attraverso l’analisi retrospettiva delle cartelle cliniche, contenuti nello specifico database del Programma Regionale di Qualità ( considerato Benchmark nazionale dal CNT ) versus quelli riportati nelle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) nel triennio 01/01/2009 - 31/12/2011 (Link 5). Risultati: a. È presente una differenza statisticamente significativa nella rilevazione dei dati relativi ai LCA in UTI dalle SDO versus quelli del Programma Toscano di Qualità (Benchmark nazionale); b. È emersa una differenza molto significativa tra le morti encefaliche individuate in base ai giorni di degenza; c. I casi di decesso fuori dalle unità di terapia intensiva con lesione cerebrale acuta in larga misura (nella nostra casistica oltre il 70%) rientra nella fascia di età >80 anni). Conclusioni Il metodo inedito proposto (denominato SA.BO.) potrebbe essere impiegato su larga scala (in modo economico ed omogeneo) per l’estrazione e l’analisi dei decessi con l.c.a. nelle UTI delle singole realtà nazionali , solo attraverso l’acquisizione di parametri significativi delle SDO. La ricerca ai decessi esterni alle Unità di Terapia Intensiva potrebbe aggiungere qualità alla determinazione di quelle che sono le effettive potenzialità donative nazionali e fornire informazioni utili alla gestione del governo clinico. Annarosa Saviozzi PhD Dottore di ricerca in Scienze dei Trapianti Facoltà di medicina e Chirurgia, Università di Pisa annarosasaviozzi@gmail.com In allegato l'estratto in formato pdf.
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