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TRAPIANTI: IL PRIMO DEL NUOVO ANNO

Da Treviso a Torino viaggio lampo di un fegato.

02/01/2009
Si può anche rinascere, in un giorno come quello di Capodanno in cui di solito si raccontano le nascite più veloci. E' accaduto a un uomo di origine calabrese, ma residente nella provincia di Torino, affetto da una grave forma di cirrosi epatica, che rischiava di non vederlo nemmeno, il nuovo anno e invece da poche ore ha un fegato nuovo donato da una anziana signora deceduta a Treviso. E' stata un'operazione lampo, giocata sul filo delle ore, se non dei minuti, tra Torino, ospedale Molinette, sede dell'equipe di trapianti di Mauro Salizzoni e Treviso, dove nel tardo pomeriggio di ieri è deceduta, sempre all'ospedale, una donna anziana per emorragia cerebrale. E' scattata subito la procedura di "offerta" dell'organo, come prevedeva la volontà dalla defunta, ma nella macroarea di riferimento del Veneto non c'era nessuna richiesta di trapianto. Nel registro dei pazienti in attesa di un nuovo organo c'era invece il sessantunenne torinese in questione, che lottava tra la vita e la morte. Il fegato era naturalmente compatibile, come certificava il network di distribuzione organi, ma non ancora disponibile. Per fortuna del paziente torinese i tempi della natura hanno coinciso perfettamente: la signora veneta è spirata nel pomeriggio di ieri ed è scattato subito il piano di emergenza. Bisognava andare a prelevare l'organo e portarlo a Torino, con due condizioni di forte rischio: un massimo di sei-otto ore a disposizione per effettuare l'operazione e la distanza tra le due città, oltre 400 chilometri. All'ultimo momento se ne è aggiunta una terza, le condizioni proibitive del tempo. L'auto dell'equipe delle Molinette è partita a tavoletta poco prima delle 20 di ieri sera: era stato calcolato un tempo di quattro ore per raggiungere Treviso e invece ne sono occorse due di più. Velocissimi anche i tempi di espianto dell'organo, ma poteva ancora non bastare. Si era perciò pensato di effettuare almeno il ritorno in aereo, ma l'aeroporto di Treviso, da qualche ora, era stato chiuso per il maltempo. Quindi non restava che l'auto, che dopo una corsa in autostrada con un fondo stradale reso problematico a causa di neve, pioggia e ghiaccio, è riuscita a fare ritorno a Torino alle prime ore dell'alba. Circa alle 6 di questa mattina è stato effettuato l'intervento di trapianto. L'uomo di Torino ha acquistato la vita anche grazie al fatto che l'hanno rischiata i sanitari, come nelle favole a lieto fine dei telefilm americani. (ANSA)
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