indietro

Trapianti, il viaggio degli organi si vedrà con il Gps.

Dai Riuniti di Bergamo il progetto contro il rischio trasporti.

24/07/2012
Non ci si pensa mai, ma la delicatissima macchina dei trapianti - quella che porta, con precisione cronometrica, a organizzare in pochi minuti il prelievo di un organo da un donatore, con una équipe di medici che parte «in missione» e in contemporanea a preparare il paziente ricevente, con un'altra équipe medica già attiva in sala operatoria - non può permettersi rischi. E tra questi c'è anche quello di «perdere» il cuore, il fegato, il polmone appena prelevato dal donatore e da portare prima possibile a un malato che così può acquistare una speranza di vita. Ora, per ridurre i rischi e monitorare tutto il viaggio di un organo fino al centro ospedaliero dove verrà effettuato il trapianto, c'è un progetto «made in Bergamo», il progetto Gisto, elaborato dagli Ospedali Riuniti di Bergamo (con Avionord, la società che già gestisce il trasporto degli organi, e una società di prodotti e ingegneria medica, in particolare per la cardiochirurgia, la Ngc medical spa). Il progetto, che ha già suscitato interesse regionale e del Nitp, il Nord italian transplant program che comprende Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Marche, potrebbe diventare un «piano nazionale antirischi», visti i consensi ricevuti a Roma al Centro nazionale dei trapianti (Cnt). Il piano, oltre a prevedere contenitori speciali antiurto, monouso, valigette ipertecnologiche per il trasporto, tutti testati anche con «crash test», permetterà di «vedere» con un sistema Gps dove si trova un organo prelevato durante tutte le fasi di trasporto fino alla sala operatoria. Il progetto riguarda ovviamente tutti gli organi trapiantabili, e ha un valore aggiunto soprattutto per il rene, perché questo organo di solito viene trasportato senza équipe medica ed è quindi fondamentale che sia tracciato il suo percorso in sicurezza Come? Oltre a un programma computerizzato speciale che lavora come un data base e memorizza tutte le fasi e le informazioni possibili sul prelievo, il trasporto, la qualità dell'organo, fino a tutti i materiali e le strumentazioni utilizzate, dall'inizio alla fine di ogni singolo prelievo/trapianto, il progetto prevede speciali etichette adesive, che chiudono ogni contenitore, con una sorta di codice a barre che identifica l'organo trasportato e relativi dati. Nei contenitori è incorporata una micro antenna, una sorta di scatola nera che trasmette il segnale Gps e registra tutti i dati sul movimento del contenitore. In sostanza, il sistema Gps fa vedere su monitor dove si trova l'organo trasportato e in più, se l'etichetta viene rotta o strappata, viene segnalato l'evento in tempo reale, ai centri coinvolti e al Centro di coordinamento di trapianti interessato. Di più: nella dotazione delle équipe di prelievo e dei centri ospedalieri coinvolti c'è anche un videofonino che permette, prima del prelievo, di mostrare in diretta alle équipe come funziona l'organo che dal donatore verrà poi portato al centro ospedaliero. Inoltre uno speciale termometro, all'interno dei contenitori, consentirà di monitorare secondo per secondo lo stato dell'organo «in cammino». «Procedura fondamentale, consentirà anche di fare una valutazione scientifica di quanto le variazioni di temperatura possono aver influito sulla qualità dell'organo prelevato», spiega Mariangelo Cossolini, la «mente» del progetto, coordinatore a prelievi e trapianti per la provincia di Bergamo. L'obiettivo è quello di ridurre ogni rischio nella delicatissima fase del trasporto, ma anche una tutela del lavoro degli operatori sanitari, della sicurezza pubblica («Chi lo dice che nel contenitore anziché un cuore non c'è una bomba?»), e anche un risparmio di risorse. E la macchina dei trapianti ne mette in moto parecchie, di risorse. «Lavoriamo a questo progetto da due anni - continua Cossolini -. Il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, si è detto molto interessato ad allargare il progetto su scala nazionale. Ci ha chiesto un'altra audizione a settembre a Roma, e in quell'occasione verrà fatta una valutazione dei costi. Siamo molto speranzosi: crediamo che anche questo sia un ulteriore segno dell'eccellenza dei Riuniti». (Carmen Tancredi, l’Eco di Bergamo)
torna su