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Trapianti: nuova immunoglobulina contro epatite B.

L'annuncio è stato dato in occasione del Congresso nazionale della SISQT che si tiene a Napoli in questi giorni.

19/05/2010
La ricerca medica ha messo a punto una nuova opportunità terapeutica per prevenire la reinfezione da virus dell'epatite B (HBV) in pazienti sottoposti a trapianto di fegato per insufficienza epatica provocata dal virus stesso. L'annuncio è stato dato in occasione del Congresso nazionale della SISQT (Società Italiana per la Sicurezza e la Qualità dei Trapianti). Si tratta di una immunoglobulina autosomministrabile sottocute 1 volta a settimana, in modo indolore e assolutamente autonomo. Al contrario, i trattamenti finora disponibili implicavano il trasferimento in ospedale, come nel caso della somministrazione endovenosa (EV), o comunque l'assistenza domiciliare, come nel caso della somministrazione intramuscolo (IM). Il trattamento con la nuova immunoglobulina comincia dopo il trapianto di fegato: una volta stabilizzati i livelli di anticorpi nel sangue e dopo essere stato addestrato, il paziente può continuare il trattamento in completa autonomia, con iniezioni sottocute 1 o 2 volte a settimana (per i pazienti sopra i 75 kg). Un costante monitoraggio, poi, consentirà di verificare che i livelli del principio attivo nel sangue restino sufficientemente alti. Il paziente, infine, sarà invitato a tenere un diario del trattamento e verrà istruito sulle misure da adottare in caso di eventi avversi gravi. (ASCA)
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