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Trapianti: organi da paziente in arresto cardiaco prolungato.

Intervento Policlinico Milano, “così si allarga platea donatori”.

03/06/2012
Prelevare organi da pazienti in arresto cardiocircolatorio prolungato: è questa la nuova strada aperta dal Policlinico di Milano, che potrebbe aumentare il numero dei trapianti. Una donna di 44 anni in arresto cardiocircolatorio, dopo il fallimento dei tentativi di rianimazione, è stata collegata ad una macchina che, mantenendo la circolazione extra-corporea (ecmo), ha permesso ai suoi organi di continuare a ricevere sangue e ossigeno, nella speranza che il cuore riprendesse a funzionare. Nelle ore successive la paziente è andata incontro a morte cerebrale, ed è stato dato il consenso al prelievo di organi. Così è stato possibile prelevare e poi trapiantare un fegato che diversamente non sarebbe stato utilizzabile, perché sofferente a causa dell’arresto cardiaco. Sebbene si trattasse di un percorso di donazione «classica», spiega il Policlinico, la perfusione e l’ossigenazione degli organi sono state mantenute grazie alla macchina ecmo, come sarebbe stato necessario nel donatore a cuore non battente. Si è potuta così mantenere un’elevata qualità degli organi da prelevare anche in assenza di attività cardiaca. Questo è il terzo caso di trapianto di fegato effettuato con successo in condizioni simili dall’equipe di Giorgio Rossi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale e Trapianto di Fegato del Policlinico. ‘‘Si stanno gettando le basi per allargare il pool dei donatori - commenta Giuseppe Piccolo, direttore del Centro di riferimento per i trapianti del Nord Italia Transplant - Sta maturando tra i Coordinatori Locali, i Centri di Trapianto ed AREU-118 la consapevolezza che la persona che muore per arresto cardiaco non è più solo un donatore di cornee e tessuti, ma è anche un potenziale donatore di organi’’. (ANSA).
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