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TRAPIANTI: PRONTE TRA DUE-TRE MESI NUOVE PROCEDURE DI SICUREZZA

Lo ha assicurato Nanni Costa nel corso del workshop al SANIT.

22/04/2007
Saranno pronte entro due o tre mesi le nuove procedure per la sicurezza dei trapianti in Italia. Lo ha assicurato Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), intervenuto a Roma al convegno: Tapianti: qualità e sicurezza nella rete trapiantologia nazionale, che si è tenuto al Sanit, la mostra-convegno sulla sanità. L' attenzione sull' argomento è alta dopo il recente caso di trapianto di organi prelevati da donatrice sieropositiva e impiantati per errore allospedale Careggi di Firenze e all'Ospedale Cisanello di Pisa. "Stiamo lavorando sulla sicurezza con intensità - dice Nanni Costa - assieme agli esperti di risk management del ministero della Salute, coordinati da Alessandro Ghirardini. L' evento di Firenze - spiega - ci spinge ad accelerare sulla via della qualità e sicurezza che già perseguivamo. Utilizzando gli strumenti che esistono e - precisa - tenendo conto del fatto che quella vicenda non è frutto di un'assenza di lnee guida sulle procedure da adottare, ma di una loro mancata applicazione. Per questa ragione - spiega lesperto - lavoriamo per far sì che vengano adottate le misure di sicurezza anche rispetto a una non applicazione delle linee guida. Tutto questo sotto la valutazione del risk management. Nanni Costa rivela che lobiettivo è quello di fornire una garanzia di sicurezza simile a quella che si ha sui voli di linea, dove ci sono due piloti in cabina. Lavoriamo - incalza - su un sistema che assomigli il più possibile ai due piloti aerei, alla continua ricerca della standardizzazione delle procedure e dellapplicazione di verifiche sugli strumenti. Con un controllo di qualità su ogni passaggio della procedura per arrivare al trapianto. ''La standardizzazione delle procedure necessarie per ogni singolo trapianto - riprende Nanni Costa - è un lavoro che parte proprio dalle istruzioni decise dalla Regione Toscana dopo lincidente di Firenze e che il ministro ha già fatto proprie per tutti i laboratori dItalia. L' aggiornamento del sistema italiano che già aveva ricevuto valutazioni positive a livello nazionale e internazionale - precisa il direttore del Cnt - non ricalca modelli, ma risponde alla necessità di un miglioramento della qualità delle procedure. Abbiamo individuato nella valutazione degli eventi, e dunque nel risk management, lo strumento di ulteriore perfezionamento della rete italiana. E - assicura - stiamo lavorando perché lerrore, che per definizione non è mai uguale a zero in medicina, possa avvicinarsi il più possibile a questo risultato. Ciò detto, lesperto avverte che lavorare sulla riduzione del rischio è sempre difficile. Ma - dice - ci impegneremo in tutte le Regioni allo stesso modo. Stabiliremo delle verifiche come chiesto in una raccomandazione dello stesso ministro della Salute Livia Turco e degli assessori alla Sanità. (Sch/Adnkronos Salute)
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