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TRAPIANTI: PRONTO IL RAPPORTO 2007 SU SICUREZZA E QUALITA'

Si è conclusa la rilevazione sulla sicurezza delle attività trapiantologiche decisa dal Ministro della Salute Livia Turco e dagli Assessori regionali in seguito all'episodio di trasmissione dell'infezione HIV del febbraio 2007 all'Ospedale Careggi.

10/02/2008
L'indagine è stata condotta tramite questionario a partire da giugno 2007 in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti, ed ha interessato i quattro livelli di cui si compone la rete trapiantologica: Centro Nazionale Trapianti Centri Interregionali Trapianto Centri Regionali Trapianto Aziende Sanitarie Obiettivo della rilevazione è stato l'aggiornamento delle linee guida per la sicurezza nella rete trapiantologica nazionale, una delle misure indicate dal Ministro nella lettera del 13 marzo 2007 ai coordinatori locali per evitare al massimo gli errori in un settore che rappresenta una delle eccellenze del Servizio sanitario nazionale ed è uno dei più complessi per tecnologie e aspetti organizzativi. E' bene ricordare infatti che in Italia oggi vengono effettuati oltre 1200 donazioni e 3200 trapianti di organi, dati che ci pongono tra i primi Paesi europei. La condivisione degli obiettivi della rilevazione ha generato un clima di fattiva collaborazione tra il Ministero della Salute e tutte le strutture della rete trapiantologica, con un’adesione del 100% dei Centri di Coordinamento Interregionali e Regionali ed un’adesione di 303 strutture ospedaliere su 321 pari al 94,4%, tra quelle coinvolte nel processo di prelievo, donazione e trapianto. Le maggiori criticità rilevate dall’analisi dei dati regionali, ai fini di una governance del processo di donazione/trapianto, sono imputabili alla presenza difforme di sistemi operativi standardizzati che regolano le attività delle varie fasi del processo; ciò richiederà, a garanzia di una maggiore sicurezza, efficienza ed efficacia del processo, un ulteriore impegno ai fini di una maggiore condivisione ed implementazione di procedure e protocolli, nel rispetto delle autonomie tecnico/organizzative e gestionali. A questa rilevazione farà seguito una fase successiva che prevederà un’attività di audit a campione nelle strutture della rete, anche al fine di definire le relazioni tra la componente clinico-assistenziale e quella organizzativo-gestionale. Il rapporto completo nell'allegato.
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