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Trapianti: telemedicina e rete euromediterranea per le donazioni.

Se ne è parlato al settimo incontro del “Mediterranean Transplant Network.

25/09/2013
La telemedicina per incrementare le donazioni di organi. La notizia emerge dal settimo incontro del “Mediterranean Transplant Network”, la rete di cooperazione sanitaria tra l’Europa e i Paesi del Mediterraneo, che si è svolto a Villa Malfitano, organizzato dal Crt e dal Centro nazionale trapianti. Il progetto è supportato dall’assessorato alla Salute della Regione siciliana ed è stato già avviato a Caltanissetta e Taormina. L’obiettivo del sistema è rappresentato dalla realizzazione di una connessione informatica tra le strutture di rianimazione e i centri di trapianto, con tre scopi principali: il coordinamento in tempo reale degli eventi di donazione prelievo e trapianto; la tracciabilità di tutti gli eventi che hanno coinvolto le strutture assistenziali regionali e l’elaborazione dei dati e la valutazione dell’attività attraverso opportuni indicatori e successive analisi. Il collegamento in rete sarà esteso anche alle rianimazioni dei Paesi aderenti all’Mtn. Il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa spiega: “Chiusa la prima fase di formazione, il prossimo step del progetto Mtn sarà quello di rafforzare la rete. E in questo siamo supportati dal governo italiano che ha confermato la volontà di sostenere l’Mtn stanziando anche il budget per il prossimo anno”. Nanni Costa continua: “Negli ultimi due anni la zona del Mediterraneo ha vissuto momenti drammatici e noi abbiamo da compiere una missione etica e umanitaria portando un messaggio di pace utile per tutti e in particolare per i pazienti”. Una richiesta d’aiuto all’Mtn e all’Europa è stata avanzata da Marwan Masri presidente della Mesot, l’Organizzazione Trapianti del Medio Oriente: “In molti paesi non esistono registri dei donatori e dell’attività di trapianto e le legislazioni in materia sono molto recenti. Con l’approvazione di norme specifiche abbiamo interrotto il traffico e la vendita di organi, ma molto c’è ancora da fare. Non ci sono dati affidabili sul traffico di organi,- continua Masri - ma sappiamo che ci sono broker che chiedono tra 100mila e 200mila dollari per organizzare un trapianto per i pazienti facoltosi. I donatori - spesso poveri e analfabeti - possono ricevere meno di 1.000 dollari per un rene, anche se il prezzo corrente è di circa 5.000 dollari”. L’Mtn, dunque, come guida e ispiratore di principi di etica e trasparenza nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. “Anche l’Europa è sensibile all’argomento - aggiunge Nanni Costa - tanto che la Commissione Europea ha portato avanti un progetto contro il traffico di organi”. Un plauso all’iniziativa è stato espresso dall’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino: “La collaborazione che si attua attraverso il Mediterranean transplant network è la conferma degli importanti progressi che la Sicilia ha compiuto negli ultimi anni nel settore dei trapianti e che adesso si estende anche agli altri Paesi del bacino mediterraneo seguendo un modello di sviluppo che si è dimostrato molto efficace”. Contro l’atrocità dello sfruttamento degli esseri umani c’è l’esempio della solidarietà: Dwah Salma, la siriana che, trovata in fin di vita sull’imbarcazione soccorsa dalla Guardia Costiera il 28 agosto scorso al largo di Siracusa, ha donato gli organi. Il suo dramma ha salvato tre pazienti, due siciliani e uno calabrese. Salma è stata ricordata durante il meeting Mtn, da Hassan Awad, medico palestinese che lavora a Siracusa: “Dobbiamo ricordare Salma per la compiuta comprensione della cultura della donazione e la dimostrazione che non esistono confini religiosi”. (AGI)
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