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TRAPIANTI:20 ANNI CON CUORE NUOVO,I PRIMI BABY-PAZIENTI

Ivan e Mariagrazia vivono da venti anni con un cuore nuovo: sono i primi trapiantati pediatrici di cuore in Italia.

29/04/2005
La loro vita e' del tutto simile a quella dei loro amici, ma rappresenta allo stesso tempo un'eccezione: sono, infatti, i primi trapiantati pediatrici di cuore in Italia. Ivan e Mariagrazia hanno subito il trapianto nel 1986, quando avevano appena 12 mesi. I loro sono stati i primi trapianti di cuore eseguiti all'Ospedale Bambino Gesu' di Roma, a pochi mesi dall'autorizzazione del ministero della Sanita' ad effettuare trapianti in Italia. Alla fine di quell'anno, il 1986, risultavano trapiantati in tutto il mondo solo 22 bambini: Due di essi, appunto, al Bambino Gesu'. A seguire i due ragazzi sin dall'inizio, il responsabile della struttura di trapiantologia toracica del Bambin Gesu' Francesco Parisi: ''Mariagrazia non ha avuto alcuna complicanza - afferma - e conduce una vita del tutto normale; Ivan ha invece subito un rigetto cronico e, dopo alcuni anni, ha avuto un secondo trapianto di cuore. Oggi pero' sta bene, studia, gioca a pallone, anche se e' costantemente sotto controllo''. I due giovani fanno dunque parte del primo gruppo di 22 bambini al mondo ad aver subito un trapianto di cuore: ''Fino al 1985 infatti - sottolinea Parisi - i bambini non venivano trapiantati. Quando cominciammo - prosegue - ci basavamo sull'esperienza che avevamo sui pazienti adulti, sin dai primi anni '80, e che allora ci faceva registrare una media di sopravvivenza al trapianto di circa 5 anni''. Non ci sono dunque termini di paragone, trattandosi dei primi trapiantati pediatrici, ''ma i risultati raggiunti con Ivan e Mariagrazia - commenta il trapiantologo - ci appaiono ottimi; proprio loro ci hanno dato la speranza per proseguire''. Tra i pazienti che al Bambino Gesu' hanno subito il trapianto di cuore, ad oggi sono 9 quelli operati da oltre 15 anni e 23 da oltre 10 anni. Due sono le bambine cresciute e diventate madri. In questi venti anni, passando dalla fase pionieristica a quella di un trattamento definito, i progressi raggiunti sono stati notevoli e hanno un preciso riscontro nei risultati clinici: se per i pazienti trapiantati fino al 1993 la probabilita' di sopravvivenza a 5 anni dal trapianto era, al Bambino Gesu', del 60%, negli anni 1994-96 e' diventata del 70% e, addirittura, del 90% negli anni successivi. Tanti passi avanti, quindi, ed oggi, assicura Parisi, ''un bambino che subisce un trapianto ha ottime probabilita' di riuscire a condurre una vita normale''. Una grande svolta e' venuta anche dai farmaci: ''I pazienti trapiantati - spiega l'esperto - devono effettuare costantemente una terapia farmacologica immunosoppressiva contro il rischio di rigetto del nuovo organo e il problema e' appunto rappresentato dalla tossicita' dei farmaci. Oggi le possibilita' terapeutiche sono aumentate e i medicinali hanno minori livelli di tossicita'''. Tuttavia, a fronte dell'aumento delle donazioni registrato negli ultimi anni, per i trapianti pediatrici la situazione e' ancora difficile: ''Le donazioni pediatriche - sottolinea Parisi - sono ancora, per varie ragioni, limitate''. Dal 1986, al Bambino Gesu' sono stati eseguiti 130 trapianti pediatrici di cuore e 22 di polmone. Attualmente, i trapianti eseguiti, tra cuore e polmone, sono una decina l'anno. Il grande problema resta pero', rileva l'esperto, ''proprio la scarsita' di organi, tanto piu' nel settore pediatrico dal momento che, per trapiantare un bambino, un cuore o un polmone da adulto non sono utilizzabili. In questo ambito - conclude Parisi - c'e' ancora bisogno di informazione e ulteriori campagne di sensibilizzazione''. (ansa)
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