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TRAPIANTI DA ANIMALE A UOMO:SONO ANCORA LONTANI

Lo ha dichiarato il professor Thomas Starzl nel corso della inaugurazione dell'ISMETT.

28/03/2004
''Non siamo affatto vicini ai trapianti da animale a uomo, non siamo nemmeno alla porta di ingresso''. Il padre della scienza dei trapianti, Thomas Starzl, e' convinto che la strada da fare e' ancora lunga prima che l'organo di un animale possa essere impiantato in un essere umano. A 78 anni, ha alle spalle una carriera scientifica che ha segnato le tappe cruciali della storia dei trapianti. ''Sappiamo qual e' il problema, ma siamo ancora cosi' lontani dall'applicazione clinica e non credo che la vedro' nella mia vita, anche se sono vecchissimo'' ha detto Starzl. Nonostante sia stato il primo a trapiantare il fegato di un babbuino nell'uomo, nell'universita' di Pittsburgh nel 1992, Starzl non ritiene sufficiente avere a disposizione maiali geneticamente modificati, nei quali e' stato disattivando il principale gene responsabile del rigetto. Secondo Starzl e' necessario esaminare un meccanismo molto piu' vasto, prodotto di un insieme di fattori frutto di una lunga storia evolutiva. E a questo proposito il gruppo di Starzl ha cercato la risposta passando in rassegna tutte le mutazioni che in epoche lontanissime hanno segnato il passaggio dai mammiferi ai primati superiori, come le scimmie antropomorfe e l'uomo. ''Avere a disposizione questo quadro - ha detto Starzl - e' stato un passo in avanti enorme e necessario. Adesso sappiamo qual e' il problema, anche se siamo ancora lontani dall'applicazione reale nel trapianto da animale a uomo''. Anche se in teoria adesso il quadro e' piu' chiaro, secondo Starzl ci sono ancora tre passi fondamentali che devono essere fatti. Il primo e' scoprire tutto quello che deve essere fatto per rendere il tessuto dei maiali transgenici compatibile con l'organismo umano. Ottenuto questo primo risultato, sara' necessario allestire fattorie specializzate nella produzione di maiali umanizzati e mettere a punto una rete per la loro commercializzazione. Poi la sicurezza della tecnica dovra' essere verificata con un ciclo di sperimentazioni su animali. Soltanto sulla base di questi risultati, e non prima di questo momento, si potranno condurre i primi trapianti sull'uomo. (ANSA)
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