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TRAPIANTI DI CORNEA: 5.400 nel 2001

L'Italia è al primo posto in Europa per cornee prelevate. I tempi di attesa per il trapianto sono mediamente di 2-3 mesi. Se ne è parlato al VI congresso Sitrac (Società italiana trapianto di cornea)

17/02/2002
In Italia nel 2001 sono state prelevate circa 13.000 cornee da donatore cadavere e i trapianti effettuati sono stati 5.400. Si tratta di un risultato straordinario, anche se non mancano aspetti che possono essere migliorati e potenziati. Ad esempio una parte del materiale rimane inutilizzato sia per problemi biologici che per problemi amministrativi. Questi dati sono stati diffusi dai responsabili delle Banche degli occhi italiane nel corso dei lavori del VI Congresso della Società Italiana trapianto di cornea, tenutosi nei giorni scorsi all'Università Cattolica di Roma. Il dottor Ponzin, direttore della Banca degli occhi del Veneto ha affermato che "questi numeri ci mettono ai primi posti in Europa, dove l'anno scorso sono state raccolte in tutto poco più di 30.000 cornee." Il trapianto di cornea viene eseguito in caso di patologie congenite della cornea (il cheratocono), o altre malattie come cheratopatia bollosa e distrofie corneali. Per lo più si tratta di malattie genetiche, che si manifestano dopo la pubertà. Infatti a subire il trapianto sono persone tra i 30 e i 39 anni. La percentuale di successo degli interventi è del 95%, mentre i rischi sono bassissimi. Si usano tessuti controllati e selezionati, provenienti dalle 10 banche degli occhi italiane presenti nel Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Calabria. Il rigetto è bassissimo in quanto la cornea è visibile e si riesce ad intervenire molto presto. Le nuove tecniche usate, come il laser ad eccimeri, consentono tempi di recupero più rapidi, un taglio più preciso rispetto al trapano e l'intervento si può fare in anestesia locale e senza ricovero. Il prof. Severino Fruscella, organizzatore del congresso, ha auspicato che anche per il trapianto di cornea" venga attuata la nuova legge sui trapianti, in quanto oggi si lavora ancora con la vecchia legge per cui è necessario sempre il consenso dei parenti", anche in presenza di una volontà positiva del donatore espressa in vita. (vipas)
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