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TRAPIANTI DI FEGATO: IN 50 GENI LA CHIAVE PER PREDIRE SUCCESSO

05/02/2007
In un futuro ormai vicino saranno i geni a dirci, in anticipo e magari con un semplice esame del sangue, se un trapianto di fegato potra' avere un esito positivo e se l'organo attecchira' senza problemi nell'organismo del ricevente. A studiare il ruolo chiave dei geni nei trapianti, il gruppo di Antonio Faiella, responsabile dell'Unita' di biologia molecolare del Centro di Biotecnologie dell'Ospedale Cardarelli di Napoli, diretto da Enrico Iovino. In uno studio che sara' pubblicato su 'Liver transplantation', ha infatti dimostrato come siano 50 i geni il cui ruolo risulta fondamentale per predire l'esito del trapianto. La ricerca, che getta le basi per una maggiore comprensione dei fenomeni molecolari che sono alla base del rigetto di un organo, e' promossa dal direttore scientifico del Centro, Fulvio Calise, e finanziata dall'Alto Comitato per i Trapianti della Regione Campania, e si e' svolta in collaborazione con il gruppo dei professori Nitsch e Conti della Universita' Federico II e del CNR di Napoli. ''Dal momento del prelievo dell'organo da cadavere a quello del suo impianto nel ricevente - ha spiegato Faiella - possono passare dalle 8 alle 12 ore, durante le quali l'organo subisce degli 'shock', a partire dalla temperatura fredda necessaria per il suo trasporto. Ma l'organo subisce anche uno 'shock da caldo', nei primi istanti in cui e' impiantato nel nuovo organismo e sono proprio tali shock che, spesso, possono essere alla base dell'insuccesso di un trapianto''. I ricercatori hanno quindi voluto osservare cosa accade ai geni dell'organo in queste fasi e, per questo, hanno studiato il comportamento di circa 30.000 geni in un modello umano di trapianto di fegato mediante tecniche sofisticate. Risultato: confrontando la 'fotografia' dei geni di campioni di fegato prelevati in momenti diversi (a 'tempo zero', durante il trasporto e poco prima del termine del trapianto), gli esperti hanno osservato che piu' di 800 geni 'cambiano volto', ovvero subiscono delle modificazioni, nei vari momenti ed entro 2 ore dal trapianto a causa del danno durante la conservazione e al successivo impianto dell'organo. ''Sicuramente, la modificazione di questi geni - ha sottolineato Faiella - ha un ruolo importante e abbiamo osservato come siano in particolare una cinquantina i geni che hanno un ruolo centrale. Il nostro obiettivo e' ora individuare il gruppo di geni che, 'cambiando volto', piu' degli altri influenza l'esito del trapianto''. Cosi', i ricercatori hanno ad esempio rilevato che durante queste fasi a modificarsi, riaccendendosi, sono anche i geni legati alla rigenerazione cellulare: proprio tale gruppo potrebbe avere un ruolo centrale nel determinare il buon esito del trapianto di fegato. Sperimentazioni sono gia' in corso sui maiali ed entro tre anni, ha affermato Faiella, ''potrebbe iniziare la sperimentazione clinica sull'uomo''. Una scoperta le cui future implicazioni potrebbero segnare una svolta: presto, concludono i ricercatori, potremmo cosi' predire l'esito di un trapianto, immediatamente dopo la sua realizzazione, proprio attraverso l'analisi dell'espressione di pochi geni, magari con un semplice prelievo di sangue, oppure si potra' selezionare un piccolo gruppo di geni per monitorare la validita' di protocolli terapeutici e di prevenzione. Fonte: Ansa/Federfarma 
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