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TRAPIANTI DI MIDOLLO OSSEO: ITALIA LEADER IN EUROPA

E' uno degli elementi emersi nel corso dei lavori del III Congresso del GITMO, (Gruppo Italiano per il trapianto di midollo osseo), tenuto a Firenze il 14 e 15maggio.

17/05/2009
E' uno degli elementi emersi nel corso dei lavori del III Congresso del GITMO, (Gruppo Italiano per il trapianto di midollo osseo), tenuto a Firenze. L'Italia ha un ruolo di primissimo piano per quanto riguarda i trapianti di midollo osseo - spiega una nota - come dimostra il fatto che il nostro Paese e' uno dei massimi contributori al numero dei trapianti eseguiti in Europa. Il Gruppo europeo del trapianto di cellule staminali (EBMT) raccoglie e centralizza i dati relativi ai trapianti eseguiti nei vari Paesi, e l'Italia e' in termini di numerosita' al terzo/quarto posto. Cio' da l'idea della grande attivita' svolta nel nostro territorio, coordinata dal GITMO, e che dimostra come i centri trapiantologici italiani hanno un'expertise e una tecnologia disponibile di altissimo livello. Il dato e' incoraggiante perche' apre prospettive per il futuro, importanti soprattutto per pazienti affetti da patologie neoplastiche, in cui il trapianto di cellule staminali puo' rappresentare la chiave per un futuro migliore. Il trapianto di cellule staminali dal punto di vista dell'organizzazione dello svolgimento della procedura e' molto invasivo per il soggetto e in linea generale non tutti i pazienti possono sopportarla in maniera adeguata, soprattutto in eta' avanzata. Prima non era possibile eseguire il trapianto oltre i 40 anni, poi siamo arrivati ai 50, mentre 60 sembra essere oggi una barriera importante. Negli ultimi 10 anni sono state sviluppate tecnologie di trapianto da donatore familiare o extrafamiliare a cosiddetta "intensita' ridotta", che significa un trapianto che e' tecnologicamente organizzato in modo tale da diventare sopportabile anche per i soggetti che non potevano usufruire della metodologia classica. Inizialmente tale tecnica ha avuto uno sviluppo lento, mentre oggi la gran parte dei centri di trapianto la adotta, il che amplia notevolmente la platea dei soggetti che puo' riceverlo. Per alcune patologie, come ad esempio la leucemia mieloide acuta, il trapianto di cellule staminali da donatore e' l'arma piu' potente di cui disponiamo, e siccome tali patologie sono piu' frequenti nei soggetti anziani, almeno nei casi in cui le condizioni generali sono buone e non si superino i 60 anni, e' possibile applicare questa tecnologia. Le prospettive future. Oggi si puo' accedere a diversi fonti sorgenti di cellule staminali. Mentre classicamente si cercava in famiglia, ora la cerchia dei donatori non familiari si e' ampliato grazie alle Banche dei donatori internazionali. Inoltre sono disponibili anche sorgenti alternative come le cellule presenti nel sangue di cordone ombelicale, che da circa 15 anni vengono raccolte in molti Paesi europei ed extraeuropei in apposite banche del sangue di cordone ombelicale. Anche nel nostro Paese sono presenti e cio' arricchisce l'offerta e la possibilita' di trovare rapidamente una sorgente di cellule staminali da usare in ambito trapiantologico. vipas
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