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Trapianti di rene: al via in tutta Italia nuovo programma cross-over da donatore deceduto

Innovazione a livello mondiale

23/07/2019

Una nuova opportunità terapeutica per gli oltre 6.700 pazienti in attesa di un rene nuovo. Da questa settimana è attivo su tutto il territorio nazionale il programma di trapianto da vivente in modalità DECK (DECeased Kidney). Si tratta di una particolare tipologia di trapianto cross-over: nel caso del DECK la catena di scambio di donatori viventi tra coppie incompatibili viene innescata da un donatore deceduto. Questo aumenta le possibilità di incrocio tra i candidati al trapianto, riduce i tempi della lista d'attesa e permette di curare un numero maggiore di pazienti. La catena, inoltre, si conclude con la "restituzione" dell'organo da parte dell'ultimo donatore vivente a un paziente in lista d'attesa da cadavere.

Il programma DECK è un'innovazione a livello mondiale: la fase sperimentale è partita nel marzo 2018 grazie al lavoro del Centro trapianti di rene e pancreas dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, diretto dal professor Paolo Rigotti, del Centro regionale trapianti della Regione Veneto e del Nord Italia Transplant. Ad oggi sono state realizzate 5 catene di questo tipo: complessivamente le coppie coinvolte sono state 9 mentre i trapianti sono stati 14, realizzati, oltre che a Padova, nei centri di Bari, Parma e Bologna.

L’opzione del trapianto da vivente in Italia è sempre più utilizzata dai pazienti con insufficienza renale cronica, grazie anche agli ottimi risultati e alla totale sicurezza della procedura per il donatore”, spiega il direttore del Centro nazionale trapianti, Massimo Cardillo. “Tuttavia spesso la donazione diretta tra persone legate affettivamente non è possibile a causa di un'incompatibilità immunologica. Il programma DECK è una grande occasione per aumentare il numero dei trapianti da vivente, che è uno degli obiettivi principali della nostra rete trapiantologica nazionale”.

Nel 2018 in Italia sono stati effettuati 2.117 trapianti di rene: in 287 casi l'intervento è stato possibile grazie a un donatore vivente.

COS'È IL TRAPIANTO CROSS-OVER
Il “trapianto incrociato di rene da donatore vivente (cross-over)” viene utilizzato quando il donatore e il ricevente non sono compatibili per la presenza di anticorpi anti HLA o anti ABO o per altri motivi biologici, ed è quindi loro preclusa la procedura standard di trapianto da donatore vivente. In tal caso, in presenza di almeno un’altra coppia in situazione analoga, i donatori e i riceventi delle due o più coppie coinvolte, se risultano biologicamente compatibili, si “incrociano” fra di loro.

(Centro Nazionale Trapianti)

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