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Trapianti di rene: nuova donazione samaritana a Milano

É l’ottava volta che avviene in Italia

05/06/2019

La Rete nazionale trapianti ha registrato una nuova donazione samaritana di rene: si tratta dell’ottava volta che questo avviene in Italia, la prima di quest’anno.  Per "donatore samaritano" si intende una persona che offre un rene alla collettività e non a uno specifico ricevente, in modo completamente libero e gratuito.

Il prelievo è avvenuto ad aprile al Policlinico di Milano e ha attivato un breve protocollo "cross-over": il rene è stato trapiantato in un paziente in cura presso il Policlinico di Bari, mentre un familiare del ricevente ha donato a sua volta un rene poi trapiantato nei giorni scorsi al Policlinico San Matteo di Pavia su una persona iscritta nella lista d’attesa da donatore cadavere. Entrambi i trapianti sono tecnicamente riusciti, e donatori e riceventi sono tutti e quattro in buone condizioni di salute.

Dal 2015 ad oggi gli otto samaritani italiani hanno permesso la realizzazione di 26 trapianti di rene, grazie al coinvolgimento di 19 coppie donatore/ricevente. "Certamente si tratta di una scelta eccezionale, tanto da essere vagliata da ben due commissioni di parte terza, una regionale e una nazionale, e infine da un Tribunale ordinario", precisa il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo. "Casi del genere sono un’ulteriore conferma che il trapianto da vivente è un’opportunità efficace e sicura sia per chi dona che per chi riceve l’organo: anche per questo stiamo lavorando a un piano nazionale per incentivare le donazioni tra consanguinei e tra persone con legame affettivo".

Quest’ultima catena di donazioni è stata coordinata dalla struttura operativa del CNT: quattro le equipe chirurgiche coinvolte, per un totale di oltre 40 tra medici e infermieri. I due trasporti invece sono stati effettuati nell’ambito del protocollo tra CNT e Polizia Stradale, che ha messo a disposizione la propria Lamborghini Huracàn dotata di frigobox appositamente adibito alla conservazione degli organi.

Dietro alla donazione samaritana e ai trapianti cross-over c’è un lavoro lungo e complesso. "Il prelievo del rene da samaritano si è svolto nel nostro ospedale poco più di un mese fa – spiega Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano – ma il lungo percorso di valutazione clinico-psicologica per il donatore era iniziato già un anno prima. Questa persona, seguita e rimasta in costante contatto con il professor Mariano Ferraresso, direttore della nostra Unità trapianti di rene, ha sempre manifestato con forza il desiderio di una donazione altruistica, ricevendo grande supporto dalla propria famiglia. Nelle donazioni da vivente ricoveriamo i pazienti in coppie, perché c’è chi dona e chi riceve il rene. Con la donazione samaritana, invece, si ricovera solo il donatore e questo è ciò che più coinvolge tutta l’equipe e il personale di reparto. È proprio questa ‘assenza’ che ci fa riflettere ogni volta sul senso del dono e sullo spirito altruistico che muove il samaritano nel suo gesto".

Mai come in queste situazioni la rete trapiantologica si dimostra unita ed efficace su tutto il territorio nazionale: “Il cross-over mette in risalto la massima collaborazione esistente non solo tra le diverse istituzioni sanitarie, ma anche con la Polstrada che ha assicurato il trasporto degli organi in tempi brevissimi”, conferma Loreto Gesualdo, responsabile del Centro trapianti di rene del Policlinico di Bari e coordinatore regionale trapianti della Puglia. “Grazie a questo lavoro di squadra e al grande gesto di generosità dei donatori, i riceventi possono aspirare a una qualità di vita migliore”.

"Un percorso che inizia con un sentimento nobile come la generosità e si conclude con una speranza di nuova vita per pazienti che, magari da anni, sono in attesa di un trapianto”,  commenta Carlo Nicora, direttore generale della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. “Questo è un successo che va ascritto a tutti coloro che sono intervenuti in ogni singola fase di questo processo molto delicato e complesso. Una vera e propria staffetta, da un capo all’altro dello stivale, che si è conclusa a Pavia con il trapianto eseguito dall’equipe coordinata dal dottor Massimo Abelli".

LA DONAZIONE SAMARITANA: COS’È E COME AVVIENE
Per donatore “samaritano” si intende un donatore vivente di rene che offre l’organo alla collettività e non ad uno specifico ricevente senza alcun tipo di remunerazione o contraccambio. La donazione samaritana è considerata un atto supererogatorio (apprezzabile dal punto di vista etico) ma non preteso sul piano morale e/o giuridico. La decisione di donare un rene alla collettività deve essere libera, gratuita e informata. La donazione cosiddetta “samaritana” è ammessa solo per il rene. Data la specificità di questo tipo di donazione, non può considerarsi sostitutiva alla donazione di rene da vivente “standard” e a quella da donatore deceduto. La donazione samaritana è attualmente ammessa in Paesi europei, quali la Spagna, l’Olanda e il Regno Unito, e negli Stati Uniti.

Come avviene la donazione samaritana: l’iter da seguire
1. Qualsiasi sia la struttura sanitaria che intercetta la proposta di donazione samaritana ne informa il CRT - CENTRO REGIONALE

CENTRO REGIONALE TRAPIANTI (CRT)
2. Il CRT indirizza il donatore samaritano ad uno dei centri di trapianto della Regione, sempre che il donatore non abbia già preso contatti con uno di essi.
3. Il CRT avverte il Centro Nazionale Trapianti della presenza di un potenziale donatore samaritano.
4. Il processo di valutazione clinica e psicologica viene avviato e gestito dal centro trapianti presso cui si è rivolto o è stato indirizzato il donatore samaritano.

CENTRO TRAPIANTI
5. Il centro trapianti procede agli accertamenti clinici sul donatore.
6. Il centro trapianti attiva il percorso di valutazione psichiatrica/psicologica del samaritano; la valutazione sarà inviata al CRT che, a sua volta, la trasmette al Centro Nazionale Trapianti per sottoporla alla Commissione di parte terza nazionale per la valutazione finale.

“PARTE TERZA” OSPEDALIERA/REGIONALE
7. La parte terza effettuerà una o più valutazioni secondo le modalità che riterrà più opportune con l’obiettivo di documentare l’effettiva assenza di elementi che potrebbero nuocere al risultato finale di tutto il processo.

“PARTE TERZA” NAZIONALE
8. La parte terza nazionale, riservandosi la possibilità di convocare il donatore samaritano per un’ulteriore valutazione, esprime un parere sull’idoneità del samaritano sulla base anche delle valutazioni cliniche e psichiatriche svolte a livello locale.

TRIBUNALE ORDINARIO
9. Il Giudice del Tribunale Ordinario è chiamato a dare l’autorizzazione alla donazione (nullaosta), sulla base di tutta la documentazione prodotta durante la fase di accertamento clinico e psichiatrico del donatore samaritano.

CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI
10. Il Centro Nazionale Trapianti invia il parere definitivo sulla procedura avviata (compresa la valutazione di parte terza nazionale) al CRT che, a sua volta, la trasmette al centro trapianti che ha in carico il donatore samaritano.

Nel caso di via libera definitivo da parte del centro Nazionale Trapianti, il Centro Regionale Trapianti e il centro trapianti coinvolti seguiranno le procedure previste per il protocollo di donazione di rene in modalità “cross over”. La sede del prelievo del rene messo a disposizione dal samaritano sarà concordato tra il centro trapianti del ricevente e quello a cui si è rivolto il donatore. Se necessario, e sempre nella piena garanzia dell’anonimato, al donatore samaritano può essere chiesto di eseguire il prelievo presso il centro trapianti del ricevente. Il donatore samaritano rientrerà, come avviene in caso di donazione di rene da vivente “standard”, nei programmi di follow-up.

Sulla donazione samaritana si sono espressi favorevolmente il Comitato Nazionale di Bioetica (23 aprile 2010) e il Consiglio Superiore di Sanità (4 maggio 2010); tra le raccomandazioni fornite da quest’ultimo: per i primi 10 casi la donazione samaritana deve rientrare in un programma nazionale la cui gestione è affidata al Centro Nazionale Trapianti; inoltre, il donatore samaritano deve essere inserito prioritariamente in una catena di trapianto in modalità “cross-over”.

A giugno 2019, i donatori samaritani nel nostro Paese sono stati 8 e sono state coinvolte 19 coppie; grazie al loro gesto è stato possibile eseguire 26 trapianti.

(Centro Nazionale Trapianti)

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