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Trapianti e disabili.

La risposta del Sottosegretario Roccella all’interrogazione di alcuni deputati PD sulle linee guida del Veneto.

16/06/2010
XII Commissione - Giovedì 10 giugno 2010 5-03023 Miotto ed altri “Adozione di linee guida omogenee su tutto il territorio nazionale in materia di trapianti”. Anna Margherita Miotto (PD) illustra l’interrogazione in titolo. Miotto, Livia Turco, Fogliardi, Rubinato, Lenzi, Dal Moro, Farina Coscioni, Murer, Sarubbi, Viola, Pedoto, Sbrollini, Bossa, Bucchino, Burtone e Grassi. AL MINISTRO DELLA SALUTE per sapere, premesso che: - da giorni sui giornali appaiono notizie intorno alla denuncia di alcuni docenti universitari che hanno reso pubblico, su una fra le più note riviste scientifiche internazionali, il caso delle linee guida per i trapianti, approvate nel 2009 dalla regione Veneto; - nel testo della delibera si fa riferimento ad una serie di fattori definiti «controindicazioni assolute al trapianto d’organo» ed altri definiti «controindicazioni relative al trapianto» che hanno determinato sconcerto ed inquietudine: fra i primi compaiono il ritardo mentale (Q.I. inferiore a 50) ed il tentativo di suicidio, fra i secondi, il ritardo mentale (Q.I. inferiore a 70); - sono norme che appaiono discriminatorie verso persone che invece hanno pieno titolo al pari di ogni altra di poter essere accedere ai trapianti: simile orientamento sarebbe stato in questi giorni condiviso dalla giunta regionale che avrebbe diramato apposita circolare applicativa delle linee guida, contenente una sostanziale retromarcia rispetto al contenuto della DGR del 2009; - su tale questione sono già stati presentati presso il consiglio regionale del Veneto numerosi atti ispettivi e anche in questo ramo del Parlamento in precedenza è già stata presentata un’interrogazione che, a tutt’oggi, non ha ancora avuto riposta: quale sia l’orientamento del Governo su una questione che ha implicazione umane ed etiche di straordinaria importanza e se il Ministro non ritenga opportuno adottare linee guida nazionali tali che le controindicazioni ai trapianti siano uguali su tutto il territorio dello Stato italiano. TESTO DELLA RISPOSTA del Sottosegretario Roccella In via preliminare, ringrazio gli Onorevoli che hanno sollevato una tematica di particolare interesse per il Ministero. Fornisco prima alcune considerazioni di carattere generale. Il trapianto comporta profonde implicazioni psicologiche, esistenziali, affettive, relazionali e sociali sia per il candidato al trapianti che per il donatore vivente e la famiglia. Lo studio e la valutazione degli aspetti psichici sono di fondamentale importanza per evitare o quantomeno scongiurare, che aspetti non adeguatamente considerati, possano con il trapianto determinare un disagio psichico e sofferenza psicologica per il paziente stesso. Sin dal 2005 le problematiche attinenti al trapianto e al relativo impatto sulle condizioni psicologiche e psichiatriche del paziente sono stati ometto di attenzione per al Ministero della Salute. In questo contesto vanno viste sia le Linee grida del Centro Nazionale Trapianti, finalizzate a definire le modalità e standard omogenei per prevenire o arginare eventuali complicanze psichiche post trapianto, trasmesse agli Assessori e alla rete trapiantologica nel giugno del 2005, che tutta la formazione di un gruppo di esperti nelle discipline di psichiatria e psicologia dei trapianti che attualmente si è costituito in società scientifica. La valutazione psicologica-psichiatrica è di particolare importanza per l’inserimento in lista di attesa per trapianto di organi. L’inserimento, infatti, deve avvenire anche in considerazione di alcuni aspetti psicologici, di carattere generale, del paziente e del contesto relazionale all’interno del quale lo stesso vive. Tali criteri lungi dall’essere criteri selettivi devono considerarsi dei parametri di valutazione da adottare in ogni singolo caso e, soprattutto, volti a garantire al meglio la salute del paziente. Nel merito della questione, si osserva che nel 2009 la Regione Veneto ha elaborato un indirizzo che integra i criteri da utilizzare per la valutazione dei pazienti pretrapianto. Nell’allegato A) alla DGR 851/2009 vengono citate le indicazioni e posizioni, in materia, di diversi autori ma, va da subito chiarito, che l’impianto e le principali indicazioni contenute nella citata delibera sono in linea con i principi e le valutazioni sopra esposte. Va anche detto che fino ad oggi, nella Regione Veneto sono stati trapiantati 28 bambini con ritardo mentale. In nessun caso sono state effettuate discriminazioni sulla base di indicazioni generali. A seguito di una interpretazione non in linea con i contenuti della delibera, riferita ad una pubblicazione scientifica, l’Assessore della Regione Veneto ha inteso adottare una circolare esplicativa dei contenuti della medesima delibera e superare le difficoltà interpretative che si erano determinate. In particolare tale circolare chiarisce che il «documento ha il significato di indicare ed evidenziare le condizioni nelle quali, per eseguire con successo il trapianto, è necessario mettere in atto interventi di tipo diagnostico e terapeutico nonché una rette di sostegno, finalizzati a garantire il massimo delle possibilità di cura, anche in presenza di rischi aumentati». Il Ministero della Salute unitamente al Centro Nazionale Trapianti condividono i contenuti della circolare esplicativa della Regione Veneto. Da ultimo si segnala che la questione sarà posta, in accordo con quanto proposto dall’Assessore regionale, anche alla Conferenza degli Assessori, al fine di condividere e unificare gli indirizzi a livello nazionale, e i criteri di inserimento di persone affette da disabilità nelle liste d’attesa e il follow up di eventuali problematiche post trapianto. Tali attività seguiranno le indicazione fino ad ora fornite alle Regioni, dal Centro Nazionale Trapianti anche in collaborazione degli esperti che, come sopra riferito, dal 2005 si interessano di tali materie. Anna Margherita Miotto (PD), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta. In particolare, prende atto con favore del fatto che il Ministero della salute condivida la circolare esplicativa emanata dall’assessorato alla sanità della regione Veneto, nonché la proposta, implicita nell’atto di sindacato, di promuovere l’adozione di linee guida omogenee sul territorio nazionale in materia di trapianti. In proposito, sottolinea come l’adozione di tali linee guida non sarebbe in alcun modo lesiva delle competenze regionali in materia. Dichiara, invece, di non condividere l’interpretazione riduttiva dell’allegato A alla delibera della Giunta regionale veneta n. 851 del 2009, suggerita dal rappresentante del Governo, ritenendo che detto allegato svolga una funzione fondamentale nell’economia della citata delibera.
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