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TRAPIANTI ORGANI HIV: LE REAZIONI

Il Ministro della Salute Livia Turco :"chiedo di continuare ad avere fiducia nel sistema e di continuare ad esprimere volonta' positiva alla donazione".

20/02/2007
TURCO, SISTEMA RESTA ALL'AVANGUARDIA "Desidero esprimere prima di tutto la mia vicinanza alle persone coinvolte da questo tragico incidente. Nello stesso tempo ritengo vada sottolineata la serieta' dimostrata dall'azienda di Careggi nell'affrontare con trasparenza e immediatezza la situazione". Lo afferma il Ministro della Salute Livia Turco in riferimento all'incidente occorso all'Ospedale di Careggi. "Ora attendiamo gli esiti delle indagini avviate, con l'impegno ad attuare tutte le misure che si dovessero rendere necessarie per garantire ulteriormente la sicurezza dei pazienti. Voglio pero' sottolineare che questo episodio colpisce un sistema, quello dei trapianti, che negli ultimi anni ha dato eccellenti risultati e in cui sono stati introdotti sistemi di sicurezza che hanno permesso di salvare la vita di molte persone. Non nascondo quindi la mia preoccupazione per un eccesso di allarme che rischia di incrinare la fiducia dei cittadini verso questo sistema e procurare un rallentamento nella crescita delle donazioni, con conseguente allargamento del danno ad altri pazienti. Dobbiamo assolutamente evitare che da questo increscioso evento siano danneggiati altri pazienti in lista d'attesa. Per questo chiedo di continuare ad avere fiducia nel sistema e di continuare ad esprimere volonta' positiva alla donazione. E' bene ricordare che in Italia oggi vengono effettuate oltre 1.200 donazioni e 3.200 trapianti di organi.   Questi dati ci pongono tra i primi paesi europei, mentre l'Italia e' prima in Europa per la qualita' e la trasparenza dei risultati, come evidenziano i confronti con i registri internazionali e la pubblicazione di tutti i dati di tutti i centri sul sito del Ministero. L'Italia rappresenta, infatti, lo standard europeo per le procedure di sicurezza: lo testimoniano la scelta del modello italiano nei progetti dell'Unione Europea, la realizzazione della rete di verifica composta da 5 esperti reperibili per qualsiasi motivo sulla sicurezza 24 ore su 24, 365 giorni all'anno ed i riconoscimenti a livello scientifico internazionale". (AGI) Red/Est 202011 FEB 07 NANNI COSTA: GRAVISSIMO, IL 1° ERRORE IN 40 ANNI E' stato "un errore umano", "gravissimo" quanto "inevitabile", accaduto "per la prima volta nei 40 anni di attività nel settore dei trapianti": il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, commenta così il trapianto, avvenuto in tre pazienti nell'ospedale fiorentino di Careggi, di organi prelevati da una persona sieropositiva. L'errore, ha detto Nanni Costa, ''e' avvenuto all'esterno delle procedure standardizzate, che sono messe in atto anche in questo caso''. Sempre secondo quanto prevede la procedura di sicurezza, ha proseguito il responsabile del Centro Nazionale Trapianti, prima del prelievo degli organi sono state eseguite le indagini strutturali (come radiografie ed ecografie) e gli esami di laboratorio, il cui obiettivo e' verificare la sicurezza del prelievo.  ''Sono stati eseguiti - ha aggiunto - anche gli esami del sangue, che avevano dato un esito positivo, alla luce del quale il prelievo non avrebbe dovuto essere fatto''. Successivamente, ha detto ancora Nanni Costa, ''si e' verificato un errore umano gravissimo, del quale la stessa struttura ospedaliera si e' immediatamente assunta la responsabilita'''. Nel frattempo i tre pazienti che hanno ricevuto il trapianto ''sono stati dichiarati ad alto rischio'' e ''sono stati gia' trattati'', ha detto ancora. La speranza adesso, ha aggiunto, e' di mantenere il controllo della malattia, qualora abbiano contratto l'infezione. Le cure immunosoppressive necessarie dopo ogni trapianto per abbassare le difese immunitarie ed evitare il rigetto sono compatibili con i farmaci antiretrovirali contro il virus HIV responsabile dell'Aids. Lo dimostrano, ha osservato, i casi dei pazienti sieropositivi che hanno avuto un trapianto. Quanto alle procedure di sicurezza, secondo Nanni Costa resteranno le stesse, la cui validita' e' riconosciuta a livello internazionale. Secondo l'esperto, ''non e' possibile impedire un errore umano''. E' stato ''un errore talmente elementare, gravissimo ma non prevedibile, cosi' raro che si e' manifestato una volta in 40 anni. Qualsiasi procedura in atto deve comprendere la trascrizione di qualcosa''. VELLA: NON A RISCHIO VITA PAZIENTI Non c'e' la certezza assoluta, ma c'e' un'alta possibilita' che abbiano contratto l'infezione da virus HIV le persone che nell'ospedale fiorentino di Careggi hanno ricevuto il fegato e i due reni prelevati dalla donna sieropositiva: lo ha detto il direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanita' (ISS), Stefano Vella, commentando la vicenda. ''La vita delle persone che hanno avuto il trapianto potra' cambiare, ma non e' in pericolo'', ha quindi osservato Vella. E' possibile che l'infezione sia avvenuta, ha proseguito l'esperto, perche' in seguito al trapianto i pazienti sono venuti a contatto con il sangue della donatrice. ''Gli organi contengono sangue - ha detto - e c'e' quindi la possibilita', anche se non la certezza assoluta, che il virus ci sia''. Per avere la risposta definitiva bisognera' aspettare lo sviluppo di anticorpi contro il virus dell'Aids. Ma secondo Vella sarebbe possibile intervenire piu' precocemente, misurando il numero di particelle del virus HIV presenti nell'organismo (carica virale). E' un test che puo' dare delle risposte anche nelle fasi precoci dell'infezione, ma che va comunque ripetuto periodicamente. La prima cosa da fare, secondo l'esperto, e' comunque ''tranquillizzare i tre pazienti che hanno ricevuto gli organi: oggi l'infezione da HIV non e' una condanna a morte perche' ci sono farmaci altamente efficaci, che controllano l'infezione per tempi molto lunghi''. Nel caso in cui il contagio avesse provocato il passaggio del virus ai tre pazienti trapiantati, questi sarebbero vittima di un'infezione acuta, ossia di un'infezione identificata in una fase molto iniziale. Di conseguenza potrebbero ricevere la cosiddetta profilassi post-esposizione, ossia la somministrazione degli stessi farmaci che vengono dati ogni volta che c'e' il sospetto di un'infezione, ad esempio negli operatori sanitari che si sono feriti prestando le cure a pazienti sieropositivi o nelle persone che hanno avuto rapporti sessuali a rischio. SANITARI: NO ALLARMISMO ''Creare allarmismo dopo questo caso di errore umano, per fortuna rarissimo, potrebbe avere conseguenze negative su tante persone che sono in attesa di trapianto''. Franco Filipponi, direttore dell' organizzazione toscana trapianti, mette in guardia dal fare un paradigma di malasanita' il caso dei tre pazienti trapiantati con organi di una donatrice sieropositiva, a causa dell' errore di trascrizione dell' analisi del sangue della donna espiantata. Filipponi, cosi' come Mauro Marabini, il direttore sanitario dell' azienda ospedaliera-univesitaria di Careggi dove e' stato effettuato l' espianto e commesso l' errore di trascrizione, non sottovalutano la natura del caso, ''estremamente grave''. ''Oltre ai tre pazienti, che tuttavia non sono in pericolo di vita - e' stato sottolineato - questo caso ha come vittima anche la rete nazionale e regionale dei trapianti che nel corso degli anni ha salvato tante vite umane''. CODACONS: NECESSARIE ISPEZIONI NEI LABORATORI ''Un ennesimo grave caso di malasanita'''. Cosi' il Codacons definisce la vicenda degli organi di un sieropositivo impiantati in 3 pazienti forse a causa di un errore di trascrizione di un dirigente biologo del laboratorio di analisi dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi. ''E' impensabile che al giorno d'oggi e con le moderne apparecchiature possano ancora verificarsi episodi di tale gravita' - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - E' indispensabile adesso effettuare ispezioni anche presso i laboratori di analisi dei vari nosocomi, per verificare il rispetto di norme e procedure a garanzia dei pazienti''. AIDO: AGGIORNARE PROTOCOLLO ''Il protocollo non va cambiato, va aggiornato per consentire un ulteriore passaggio''. Cosi' il presidente nazionale dell'associazione che riunisce i donatori di organi (Aido), Vincenzo Passarelli, commenta quanto avvenuto all'ospedale di Careggi (Firenze) dove sono stati espiantati e avviati al trapianto organi da donatore affetto da HIV. ''Ci dispiace - ha detto Passarelli - per quello che e' successo: per i pazienti che hanno ricevuto gli organi e per lo stesso sistema, che pure e' un sistema che funziona. Si e' trattato di un errore umano. Quindi ci sembra necessario un ulteriore controllo su quello che viene fatto. Non un cambio del protocollo, ma un aggiornamento''. AAROI: NON E'IL PRIMO ERRORE Secondo l'Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani (AAROI) quello di Firenze non e' il primo caso di errore legato ai trapianti . ''E' la seconda volta in pochi anni che avviene un tragico errore di questo genere in un trapianto - sostiene infatti Vincenzo Carpino, presidente dell'associazione - nel primo caso venne trapiantato in un paziente un fegato prelevato da un donatore affetto da tumore. Il paziente trapiantato mori' dopo poco tempo''. ''Due errori - continua Carpino - comprensibili ma non giustificabili, nel panorama di un'intensa attivita' di trapianto in Italia. Di trapianti se ne fanno molti, di errori fortunatamente molto pochi ed e' per questo che eventi come quello di Firenze non devono fermare la cultura della donazione e la fiducia cosi' faticosamente raccolta tra gli italiani''. ''La donazione - conclude l'anestesista - e' un momento delicato perche' deve superare pur comprensibili esigenze personali e ideologiche. Quindi ogni incidente, tanto piu' quelli che hanno una grande eco sui media, non rappresentano certamente un incremento alla politica del trapianto''. TDM TOSCANA: NO UNICO CONTROLLO Non si possono lasciare ad un unico operatore ''il controllo, la gestione e la comunicazione di un dato cosi' importante''. Cosi' Domenico Gioffre', presidente del Tribunale del malato di Firenze, commentando quanto successo oggi a Careggi. ''Occorre che la Regione adotti criteri incrociati e il governo di rischio clinico dia regole precise anche in questo campo - ha detto Gioffre' -. Nella gestione di dati come questi sono necessari controlli incrociati perche' se e' vero che l' errore umano e' sempre possibile in casi come questi e' esiziale''. ''Come Tribunale per i diritti del malato - ha concluso Gioffre' - faremo presente in Regione questa situazione, cosi' come abbiamo fatto per altre situazioni a rischio. Credo che sia necessario in tempi brevi dare vita a una consulta sulla sicurezza nella quale anche i cittadini possono svolgere un ruolo di controllo e verifica dei meccanismi attraverso i quali si puo' e si deve evitare l' errore in sanita'''. SIRCHIA: ''UN CASO DA NON DEMONIZZARE'' ''Un caso senza dubbio amarissimo e gravissimo'', ma anche ''un caso isolato, legato a un errore umano che in condizioni di lavoro particolarmente stressanti puo' anche capitare''. Lo ha detto all'Asca l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, commentando quanto accaduto oggi all'ospedale di Careggi a Firenze, dove a tre pazienti sono stati trapiantati fegato e reni di una donna di 41 anni positiva al test dell'Hiv. Sirchia, che fino al 2001 e' stato primario del centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti del policlinico di Milano, ha sottolineato che ''in piu' di 30 anni non e' mai accaduto un caso del genere'', e percio' ha invitato l'opinione pubblica a ''non demonizzare'' l'accaduto. Il suo auspicio e' pero' soprattutto rivolto agli utenti degli ospedali, nella speranza che ''i malati non perdano la fiducia per il sistema dei trapianti italiano che e' - ha puntualizzato - ai vertici mondiali''. L'ex ministro della Salute ha anche auspicato che il personale medico dell'ospedale di Careggi riesca a impedire l'infezione dell'Hiv ai tre malati che hanno subito il trapianto. E nello stesso tempo ha preso le difese dei medici dell'istituto sanitario fiorentino: cambiare una scheda, ha spiegato, e' un qualcosa che ''puo' accadere, soprattutto quando si opera in condizioni di stress in una sorta di corsa contro il tempo''. Insomma, per Sirchia, un episodio del genere ''non capita se non per una concatenazione di fatali errori''. Su un punto in particolare Sirchia non ha dubbi: ''Il sistema dei trapianti italiano - ha detto - e' un sistema che funziona. Talvolta accade che precipita qualche aereo a causa di un errore umano, ma non per questo - ha concluso l'ex ministro della Salute - la gente non viaggia piu' in aereo''. ROSSI: "ERRORE TRAGICO E GRAVISSIMO. CAPIRE BENE PERCHE' E' SUCCESSO". 'Quanto è accaduto  è di una estrema gravità. Una tragedia che ci addolora tutti profondamente, per la quale vogliamo prima di tutto esprimere la solidarietà e la vicinanza ai pazienti e alle famiglie colpite da questo grave incidente '. E' questa la prima dichiarazione dell'assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi, informato dalla direzione generale di Careggi dell'errore che ha portato ad impiantare a tre pazienti dell'ospedale fiorentino organi provenienti da un donatore positivo all'Hiv. 'E' terribile affidarsi al servizio sanitario con la speranza e la fiducia di poter risolvere gravi problemi di salute e trovarsi poi a dover affrontare altri e così gravi rischi – prosegue l'assessore – Adesso è nostro dovere seguire questi pazienti sotto ogni profilo per aiutarli nei prossimi accertamenti e nelle cure appropriate e per assicurare loro il giusto risarcimento'. 'Per quanto riguarda gli accertamenti – prosegue Rossi – quelli da noi effettuati hanno messo in luce  che si è trattato di un errore umano e che tutte le procedure previste dal protocollo, che è nazionale e certificato e utilizzato a livello europeo, sono state seguite'. 'L'azienda di Careggi e l'Organizzazione Toscana Trapianti - dice ancora - hanno giustamente agito con il massimo della trasparenza e sono arrivate alla loro conclusione. Ritengo comunque doveroso che questa tragedia non passi senza trarre insegnamenti per migliorare l'affidabilità e la sicurezza del sistema dei trapianti, che in questi anni nella nostra regione ha raggiunto risultati largamente riconosciuti. Per questo, perché non ci siano assolutamente dubbi sulla valutazione di quanto effettivamente avvenuto, la Toscana – sottolinea Rossi - assicurerà la piena disponibilità a collaborare qualora si volessero attivare a livello nazionale ulteriori verifiche e si ritenesse opportuno costituire una commissione di esperti di provata e riconosciuta competenza scientifica a livello nazionale e internazionale, che operi nella più completa autonomia di giudizio e fornisca risposte chiare alle domande nostre e dei cittadini'. (vipas)
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