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Trapianti pediatrici: lista unica nazionale.

I risultati e come funziona.

23/05/2011
I prelievi di organi su due bambini, effettuati nel negli ultimi giorni, hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica il problema dei trapianti pediatrici. Il sistema organizzativo che regola il prelievo e il trapianto di organi pediatrici in Italia è uno dei fiori all’occhiello del nostro sistema sanitario nazionale. Secondo i dati del centro nazionale trapianti, nel 2010 sono stati effettuati 77 trapianti di fegato, il 50% dei quali utilizzando la tecnica dello «split liver» cioè la divisione in due dell’organo di un donatore adulto e l’utilizzo della porzione sinistra per il trapianto pediatrico. Il tempo di attesa medio dei trapiantati è stato di 8 mesi. I trapianti di rene sono stati 70 con un tempo di attesa medio per i trapiantati di 1 anno e 3 mesi. Per i trapianti di cuore non sono ancora completi i dati del 2010 ma, secondo una stima, quelli effettuati sarebbero 25. Ma in questo caso c’é un dato negativo che riguarda l’alta percentuale di mortalità in attesa di un organo compatibile. Quanto ai centri leader in Italia per il trapianti pediatrici figurano, per il fegato, gli ospedali Riuniti di Bergamo (265 interventi dal 2002; l’Ismett di Palermo con 114 interventi; le Molinette di Torino con 79 interventi; il centro di Padova 64 interventi; il Bambino Gesù con 43 interventi). Per il cuore il primo centro è il Bambin Gesù: dal 2002 al 2009 ha effettuato 52 interventi; il centro di Bergamo 29 interventi; Bologna 13; Torino 11, Niguarda Milano 11; Padova 10; Napoli 7. “Il sistema di assegnazione degli organi funziona su base nazionale - spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti - e i criteri di selezione dei piccoli malati che hanno necessità di ricevere un organo sono definiti da specialisti e seguono non solo l’urgenza ma la compatibilità del sistema immunitario, il gruppo sanguigno, il peso”. Dunque, tutte le volte che c’é una donazione d’organo che può interessare i bambini (un fegato di un adulto può essere, come detto, diviso in due parti ed essere utilizzato per trapianto pediatrico) scatta la lista nazionale. “Questo sistema è in vigore da 14 anni e ha dato ottimi risultati clinici - sottolinea Nanni Costa. “L’ultima considerazione riguarda il fatto che il trapianto cura un bambino con un organo che comincia a funzionare subito, dà una vita a chi deve ancora crescere e l’organo cresce insieme a lui”.
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