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TRAPIANTI PER I SIEROPOSITIVI

L'annuncio dato dal Ministro della salute in occasione della Giornata Mondiale della lotta all'Aids. Sta per essere approvato un regolamento per poter trapiantare i sieropositivi, preparato dal Centro nazionale trapianti.

02/12/2001
Il Ministro della salute, Girolamo Sirchia, in occasione della Giornata Mondiale della lotta all'Aids, ha dato notizia che sta per essere approvato un regolamento nazionale per potere trapiantare i sieropositivi, preparato dal Centro nazionale trapianti,che contiene anche i protocolli con i requisiti indispensabili per l'accreditamento dei centri trapianti interessati. Come si ricorderà il 17 luglio scorso per la prima volta in Italia, il prof. Ignazio Marino, direttore dell'Istituto mediterraneo trapianti (ISMETT) di Palermo, aveva eseguito un trapianto di rene su un giovane di 20 anni sieropositivo. A donare l'organo era stato il padre. Nei giorni successivi il Ministro della salute e il Direttore del Centro nazionale trapianti avevano censurato quanto accaduto all'Ismett. La Consulta tecnica nazionale per i trapianti, si era infatti pronunciata per non eseguire trapianti in pazienti Hiv positivi sino ad un approfondito esame del problema. Nelle settimane successive il dibattito che ne era seguito aveva coinvolto esponenti della società civile, esperti di bioetica e tecnici del settore. In tutti c'era la consapevolezza di nessuna volontà discriminatoria nei confronti dei sieropositivi in attesa di trapianto. Si chiedeva, soprattutto da parte di esponenti del mondo dei trapianti e delle istituzioni, la via delle sperimentazione clinica. Al Congresso della Società italiana dei trapianti d'organo (SITO), tenutosi a Genova il 28 e 29 settembre scorsi, il ministro Sirchia affermava" non è che si sono polemiche sul trapianto a sieropositivi, C'è stata un'azione non corretta da parte di chi ha effettuato questo tipo di trapianto perché non ha chiesto e ottenuto le autorizzazioni che la legge impone e che sono necessarie perché la società sappia che non ci sono avventurismi o iniziative personali in questo campo, ma che le cose avvengono in maniera controllata. In Italia, come in tutto il mondo ogni iniziativa sperimentale deve essere assoggettata alle autorizzazioni di legge, nessuno ha il diritto di prendere iniziative senza di queste, anche se sono iniziative corrette. Non si discute sul merito, si discute sul metodo. La società civile non può pensare che un medico, anche se bravissimo, all'insaputa di tutti e senza nessuna autorizzazione, senza che un comitato etico abbia valutato le cose, senza che la commissione nazionale dei trapianti, l'abbia autorizzata, possa prendere un'iniziativa di questo genere, ancorché lodevole". Allo stato attuale delle conoscenze il trapianto d'organo, per soggetti con infezioni da HIV, non è più considerato una controindicazione assoluta, ma deve essere effettuato, nell'ambito di un programma di ricerca e in centri autorizzati (con competenze plurispecialistiche), a pazienti selezionati che rispondono a specifici criteri di inclusione ed esclusione. I risultati conseguiti da alcuni centri americani ed europei, (soprattutto per quanto riguarda il trapianto di rene e fegato) sono incoraggianti, ma non consentono ancora di ritenere il trapianto d'organo nei soggetti con HIV una pratica clinica consolidata. (vipas)
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