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Trapianto... e adesso sport.

Presentati i primi risultati.

11/10/2012
L’attività fisica e sportiva come farmaco per migliorare la qualità di vita di cittadini e pazienti: questo il macro tema della Conferenza Stampa “Prescrizione dell’attività fisica per il paziente con trapianto di organo” che si è tenuta il 10 ottobre scorso presso il Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1. Il direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT), dott. Alessandro Nanni Costa, ha presentato il primo studio a livello internazionale nel settore trapiantologico, disegnato per misurare gli effetti dell’attività fisica nel paziente con trapianto di organo solido. Il protocollo di ricerca del CNT “Trapianto…e adesso sport” nasce grazie al lavoro di un gruppo di esperti di medicina dei trapianti e medicina dello sport in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il Centro Studi Isokinetic. A distanza di due anni dall’avvio del protocollo scientifico sono disponibili i primi dati relativi ai follow-up dei pazienti reclutati nello studio e i risultati a sei mesi e un anno. I risultati preliminari sono stati presentati dal direttore del Centro Studi Isokinetic, dott. Giulio Sergio Roi, e si riferiscono a 22 pazienti, di cui 2 trapiantati di fegato e 20 di rene, che hanno concluso i primi sei mesi di sperimentazione. Dopo sei mesi di “terapia” con attività fisica prescritta da medici specialisti e somministrata da personale specializzato il grasso corporeo dei pazienti arruolati nello studio diminuisce, la forza degli arti inferiori e superiori aumenta e i parametri cardiovascolari migliorano. Negli ultimi anni sono state sviluppate alcune importanti esperienze che riguardano la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, e a soggetti anziani fragili. Su questo tema è intervenuto l’Assessore Carlo Lusenti che ha presentato il progetto su sport e salute promosso dalla Regione Emilia Romagna e che coinvolge le ASL e le medicine dello sport in un percorso assistenziale per il paziente e il cittadino. I risultati ottenuti dallo studio scientifico del Centro Nazionale Trapianti e l’esperienza della Regione Emilia Romagna sono, per metodologia e risultati, un punto di partenza importante per definire un progetto nazionale. La Dott.ssa Daniela Galeone, direttore dell’Ufficio II del dipartimento della Sanità Pubblica e dell’Innovazione del Ministero della Salute, ha spiegato come il Ministero si stia orientando sempre di più verso un modello di assistenza sanitaria in cui sia prevista la prescrizione di attività fisica da parte del servizio sanitario nazionale. Al fine di promuovere il tema della salute attraverso lo sport, l’evento nazionale della prima Granfondo di Roma ospiterà un Villaggio dedicato alla salute. Il presidente della Granfondo, Avv. Gianluca Santilli, ha presentato l’evento e l’obiettivo della collaborazione con gli specialisti di Cardiologia, Diabetologia, Obesità, Medicina dello Sport e Nutrizionismo presenti alla Expo nei giorni 13 e 14 ottobre per parlare ai cittadini di attività fisica contro la sedentarietà e come forma di prevenzione di patologie croniche. Il Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con i partner del progetto “Trapianto…e adesso sport”, le Istituzioni e le Associazioni sarà presente all’interno del Villaggio Salute con uno stand dedicato all’informazione sul tema “Sport, trapianti e donazione di organi, tessuti e cellule”. Inoltre, all’interno dello stand sarà possibile partecipare ad un test-bike per misurare la propria performance sportiva pedalando per 5 km su clyclette lungo un percorso animato. In occasione della giornata nazionale dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule (13 e 14 ottobre), i volontari dell’AIDO affiancheranno il CNT all’interno del Villaggio con un punto informativo per parlare dell’importanza della donazione come valore sociale e per raccogliere le dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi dei cittadini interessati a sottoscriverla. SCHEDA TECNICA “TRAPIANTO…E ADESSO SPORT”: PROGETTI E PROTOCOLLO DI RICERCA Attività fisica e qualità della vita del trapiantato È ampiamente dimostrato che i soggetti che sono stati sottoposti a trapianto di organo possono recuperare una buona qualità di vita. Praticare un’attività fisica e sportiva aiuta il trapiantato a riappropriarsi della funzionalità del proprio corpo e della proprio vita. Per molti trapiantati, infatti, l’attività sportiva rappresenta un percorso di recupero e benessere che spesso diventa lo strumento migliore anche per testimoniare l’efficacia del trapianto. Lo sport e più in generale l’attività fisica sono da tempo una terapia riconosciuta anche dal mondo medico nella prevenzione dell’insorgenza di alcune patologie cordiovascolari o per la cura di alcune disfunzioni metaboliche. I trapiantati, a causa della terapia immunosoppressiva a cui si devono sottoporre, presentano un metabolismo lipidico alterato, un aumento della sensibilità all’insulina, un aumento dei valori pressori. Anche per loro praticare regolarmente attività fisica aiuta a tenere sotto controllo questi valori. Al fine di incentivare la ricerca sui benefici dell’attività sportiva per i trapiantati, il Centro Nazionale Trapianti negli ultimi anni, ha intrapreso un percorso, promuovendo iniziative e appuntamenti sul tema “Sport e Trapianti”. PROGETTO “TRAPIANTO…E ADESSO SPORT” Nel 2008, in particolare, è nato il progetto “Trapianto…e adesso Sport”, che vede la collaborazione di CNT, Istituto Superiore di Sanità, Centro Studi Isokinetic, Università di Bologna, il Gruppo Cimurri Impresa e Sport, la Maratona dles Dolomites, la Novecolli di Cesenatico e le Associazioni di settore AIDO e ANED. L’obiettivo del progetto è diffondere tra i trapiantati l’importanza dell’attività fisica dopo l’intervento e, al tempo stesso, raccogliere i dati relativi alle condizioni dei trapiantati per studiare e misurare gli effetti dell’attività sportiva in questa particolare popolazione. Inizialmente nato come progetto di comunicazione “Trapianto…e adesso Sport” è stato successivamente integrato da un progetto di ricerca, per dimostrare scientificamente la validità dell’attività fisica come “terapia” post trapianto. Il centro dell’osservazione si sposta: è la salute del trapiantato e non più o non solo la malattia che lo ha portato al trapianto. PROTOCOLLO DI RICERCA “TRAPIANTO…E ADESSO SPORT” Il protocollo è il primo studio prospettico in proposito al mondo, che prevede due fasi. Una prima fase, a carico del Centro Trapianto di riferimento, prevede di selezione dei pazienti e di identificare candidati portatori di trapianto di organo solido in fase di stabilità clinica e strumentale da potere avviare ad un programma di attività fisica. Una seconda fase di trattamento non farmacologico articolata su 12 mesi di attività fisica presso palestre abilitate ed individuate dai Centri di Medicina dello Sport territoriali, previamente istruiti. L’originalità di questo progetto è quella di affiancare l’esercizio fisico, il “nuovo farmaco” e “basso costo”, alla consueta terapia farmacologica dei soggetti sottoposti a trapianto di organo solido, potendo sfruttare la capacità di controllo dei principali fattori di rischio come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità e la possibilità di poter contrastare gli effetti aterogeni dei farmaci immunosoppressori cortisonici. GLI ESPERTI COINVOLTI Molteplici sono le figure professionali che, formate attraverso un corso teorico-pratico, collaborano alla realizzazione del progetto: il trapiantologo che individuare i soggetti ai quali possa essere prescritto un programma di esercizio fisico; il medico di Medicina dello Sport, che sottopone il soggetto ad un protocollo valutativo al fine di poter descrivere le caratteristiche organico-funzionali del paziente; il laureato in scienze motorie che segue passo dopo passo il trapiantato e “somministra” la “dose” di esercizio fisico prescritta in palestra. I PARTECIPANTI ALLO STUDIO La popolazione dello studio è costituita da 120 pazienti di entrambi i sessi sottoposti a trapianto di organo solido (cuore, fegato, rene) e in condizione di stabilità clinica. L’intero campione è stato suddiviso in due coorti da 60 pazienti ciascuna (indicativamente 20 pazienti per tipologia di trapianto). Alla prima coorte (coorte A) è stato prescritto e somministrato un protocollo di esercizio fisico 3 volte alla settimana per 12 mesi, mentre alla seconda coorte (coorte B) non è stato sottoposto nessun protocollo di esercizio ma è stata consigliata la pratica di attività fisica a domicilio. Ciascun paziente è stato poi inviato al centro di Medicina dello Sport più vicino al luogo di residenza dove sono state svolte le valutazioni. Entrambe le coorti sono state sottoposte a tre sessioni di valutazione clinica e funzionale: al tempo 0, a metà dello studio (6 mesi) e al termine dello studio (12 mesi). Ciascuna sessione di valutazione presso la Medicina dello Sport ha previsto: visita medica; esame antropometrico; test cardiopolmonare al cicloergometro; hangrip test; test di Bosco per la valutazione della forza esplosiva degli arti inferiori; test di stima della forza massima del quadricipite, del tricipite surale, del deltoide, del bicipite brachiale, del tricipite brachiale; test di flessibilità2. I DATI I dati preliminari e i risultati dei monitoraggi effettuati su pazienti trapiantati, indicano e confermano la tesi alla base dello studio: l'attività fisica prescritta da medici specialisti e somministrata da personale specializzato, è in grado di migliorare sia i parametri biologici sia la condizione fisica del trapiantato. È stata registrata, infatti, una riduzione del rischio cardiovascolare post-trapianto e un miglioramento della sopravvivenza dell’organo. Si è registrato anche un aumento del carico di lavoro e del massimo consumo di ossigeno con un miglioramento delle soglie oltre che una riduzione della massa grassa. In particolare i dati dimostrano che l’attività fisica e le performance ottenute aumentano nei trapiantati la percezione della qualità del loro stato di salute innestando un circolo virtuoso psico-fisico che aiuta il ritorno ad una vita piena. LE REGIONI COINVOLTE In Emilia Romagna e Veneto sono le due regioni in cui il progetto “Trapianto…e adesso Sport” è in corso. Ma ad oggi, anche le Regioni Toscana, Piemonte, Abruzzo-Molise, P.A. Bolzano e Sicilia hanno aderito a questo studio scientifico. La volontà del CNT è di estendere lo studio a tutte le regioni d’Italia, puntando ad includere circa 120 trapiantati per ciascuna di esse. Poter allargare il campione di studio ad un numero sempre maggiore di pazienti, consentirà di ottenere dati sempre più significativi e rilevanti. GLI OBIETTIVI FUTURI La prospettiva futura è di definire un modello di assistenza sanitaria post-trapianto applicabile in tutto il Paese, in cui si giungerà a “prescrivere” l’attività fisica ai trapiantati, per garantire loro recupero e buona qualità della vita. PROTOCOLLO D’INTESA “Sport e Trapianti… un’intesa perfetta” è il Protocollo d’Intesa siglato tra il Centro Nazionale Trapianti e Five Stars League, un consorzio che regola la disciplina e lo svolgimento di eventi di ciclismo amatoriale quali la Maratona Dles Dolomites, la Novecolli, la GF Sportful, la GF Felice Gimondi e la Pinarello Cycling Marathon. L’obiettivo della collaborazione tra il CNT e la FSL è duplice: accrescere la cultura della donazione attraverso la partecipazione di pazienti trapiantati d'organo alle granfondo ciclistiche e incentivare l’adozione di stili di vita sani tra i trapianti. Il protocollo d’intesa rafforza l’impegno di CNT e FSL nel promuovere l'attività sportiva come strumento di tutela della salute e sottolinea l’importanza dell’attività di comunicazione per informare e sensibilizzare sul tema della donazione e trapianto di organi. NOVECOLLI LIFE Il CNT e il Gruppo Ciclistico Fausto Coppi, insieme al Centro Studi Isokinetic e all’Università di Bologna, collaborano alla realizzazione del progetto Nove Colli Life: una indagine comparativa tra atleti sani e trapiantati, al fine di valutare lo stato di salute degli atleti e confrontare le risposte fisiologiche durante una competizione sportiva. Nove Colli Life, che aderisce al progetto “Trapianto…e adesso Sport”, ha previsto tre giornate in occasione della maratona ciclistica di Cesenatico dello scorso 20 maggio, in cui un’equipe specializzata costituita da medici ed infermieri qualificati, ha effettuato prelievi di sangue e delle urine al fine di valutare lo stato di salute degli atleti. L’obiettivo è quello di indagare sugli effetti benefici dello sport e in particolare del ciclismo, su particolari categorie di atleti. SCHEDA DATI SPORT Il Protocollo di Ricerca “Trapianto…e adesso sport” è il primo studio scientifico disegnato per misurare gli effetti dell’attività fisica nel paziente con trapianto di organo solido. Lo studio, promosso dal Centro Nazionale Trapianti, è nato per iniziativa di un gruppo di esperti di Medicina dei Trapianti e Medicina dello Sport, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il Centro Studi Isokinetic, e ha coinvolto inizialmente alcune strutture territoriali presenti in Emilia Romagna e nel Veneto, per poi diffondersi a livello nazionale. Lo studio è iniziato due anni fa e, ad oggi, sono disponibili i risultati preliminari, ottenuti su 22 pazienti (20 trapiantati di rene e 2 di fegato) che hanno completato la prima fase del protocollo. Tali risultati possono essere così riassunti: dopo sei mesi di esercizio personalizzato, effettuato tre volte alla settimana, per un’ora ogni volta, - la percentuale di grasso corporeo è diminuita in media del 5%; - la forza degli arti superiori e inferiori ha fatto registrare un aumento medio compreso tra l’8 e il 18% a seconda dei gruppi muscolari considerati; - la massima potenza aerobica è aumentata in media del 10%. Questi dati indicano complessivamente che l’esercizio personalizzato, prescritto dal Medico dello Sport e somministrato con la supervisione di personale appositamente preparato, porta in un tempo ragionevolmente breve a un miglioramento delle condizione fisiche dei pazienti trapiantati. Tale risultato si manifesta con il miglioramento della composizione corporea (diminuzione della percentuale di tessuto adiposo) e con l’aumento della capacità di lavoro (aumento della forza muscolare e della resistenza cardiorespiratoria). Questi effetti sono accompagnati da un miglioramento della percezione del proprio stato di salute fisica (+9%), di salute generale (+7%) e del benessere psico-fisico (+10%). I risultati preliminari dello studio sono quindi assai incoraggianti e confermano l’ipotesi che l’esercizio fisico è indispensabile per migliorare le condizioni di salute psicofisica dei pazienti che hanno subito un trapianto di organo solido e soprattutto per prevenire gli effetti negativi che le terapie immunosoppressive hanno sull’apparato cardiocircolatorio e sul metabolismo glucidico e lipidico dei pazienti trapiantati. L’esercizio fisico si configura quindi come un vero e proprio farmaco. Le indagini promosse dal CNT e i dati sinora raccolti, consentono di dichiarare che la metodologia che ha ispirato lo studio clinico sui trapiantati di organo può essere considerata valida e quindi può essere trasferita anche in altri ambiti, e in particolare ad altre tipologie di pazienti affetti da importanti patologie croniche.
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