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TRAPIANTO CORNEA LAMELLARE: 1° TESTO AL MONDO

Curato da due oculisti dell'AUSL di Bologna.

07/01/2008
E’ coordinato da due oculisti dell’Azienda USL di Bologna, Luigi Fontana e Giorgio Tassinari, rispettivamente responsabile della Banca delle Cornee e direttore di Oculistica dell’Ospedale Maggiore, il primo e unico testo didattico a livello mondiale che tratta dei nuovi trapianti di cornea lamellare, Atlas of Lamellar Keratoplasty Fabiano Editore. Il libro, che vede la partecipazione di numerosi autori stranieri, tratta dei nuovi trapianti di cornea che stanno rivoluzionando la chirurgia corneale trapiantologica mondiale. Il trapianto lamellare della cornea è una tecnica raffinata che consente di asportare solo gli strati malati della cornea sostituendoli con strati equivalenti prelevati da una cornea sana di un donatore. Ciò consente di non dover sostituire interamente la cornea. L’oculistica dell’Ospedale Maggiore di Bologna, è stata tra i primi in Italia ad adottare e affinare il trapianto lamellare della cornea, tanto da diventare un importante centro di riferimento nazionale per l’utilizzo di questa metodologia di trapianto. Nel 2006, presso l’Ospedale Maggiore sono stati eseguiti 73 trapianti di cornea lamellari su un totale di 116 trapianti. Il trapianto lamellare della cornea, che sta progressivamente sostituendo i trapianti integrali di cornea, ha notevoli vantaggi rispetto a quello “classico”: sostituendo, infatti, il solo strato ammalato e preservando quelli sani circostanti si ottengono gli stessi risultati del trapianto classico, ma con il vantaggio di un intervento meno invasivo, con un più rapido recupero visivo e minori complicanze tra cui anche il rigetto immunologico. La versatilità di questi nuovi trapianti è tale da poter essere applicata al trattamento delle più comuni malattie della cornea: il cheratocono, le distrofie corneali e le opacità corneali da infezioni virali (erpetiche) o batteriche e da traumi. Il trapianto lamellare, inoltre, consente di utilizzare una percentuale notevolmente maggiore delle cornee donate: prima che si affermasse questa tecnica oltre il 60% delle cornee donate risultavano non idonee al trapianto, ora quelle non idonee si aggirano attorno al 45%. Ciò è possibile grazie alla particolare struttura stratificata della cornea, formata sostanzialmente da tre strati ciascuno dei quali può essere soggetto allo sviluppo di malattie che possono portare alla riduzione della vista del paziente. Uno studio recente condotto presso l’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Maggiore, pubblicato su una prestigiosa rivista americana, sottolinea i favorevoli risultati visivi che si possono ottenere con queste nuove metodiche di chirurgia lamellare della cornea e soprattutto l’elevato livello di sicurezza nei confronti del rischio di rigetto della cornea trapiantata. (vipas)
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