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Trapianto da record su militare statunitense di origine italiana.

Prelevate cellule dal pancreas distrutto da proiettili.

16/12/2009
Un trapianto da record è stato eseguito negli Stati Uniti su un aviere di 21 anni, cittadino statunitense di origine italiana: il suo pancreas, per metà distrutto dai proiettili in Afghanistan è stato prelevato nell'ospedale militare Walter Reed Army Medical Center (W.R.A.M.C.) di Washington e spedito all'Università di Miami. Qui le cellule produttrici di insulina sono state prelevate dal ricercatore italiano Camillo Ricordi e nuovamente inviate a Washington, dove sono state trapiantate nel fegato del giovane. Il militare, Francesco Porfirio, ha un nome italiano come suo padre, ma è nato nell'Ohio. "É uscito dalla terapia intensiva e sta bene", ha detto Ricordi, che è il pioniere del trapianto delle cellule produttrici di insulina (isole pancreatiche). "Mi ha detto che è contento e mi ha ringraziato, ma sono io che lo ringrazio perché l'eroe è lui", ha detto ancora. "É la prima volta - ha osservato - che un trapianto di cellule produttrici di insulina viene fatto su un organo rimosso d'urgenza in seguito a un trauma". Finora trapianti del genere erano eseguiti solo su pazienti diabetici e con organi prelevati da donatori diversi dal ricevente. Inoltre tutto è avvenuto il 26 novembre scorso, proprio nel giorno del Ringraziamento, la festa americana più importante e nella quale tutti sono in vacanza. L'organo è arrivato a Miami alle 23:00 della notte prima del giorno del Ringraziamento, nelle sei ore successive sono state isolate e purificate oltre 220.000 cellule e spedite a Washington. Qui sono state trapiantate nel paziente nel tardo pomeriggio del giorno del Ringraziamento e la procedura è stata coordinata da Ricordi in collegamento internet con i chirurghi del Walter Reed. É stata una corsa contro il tempo perché, ha spiegato l'esperto, una volta prelevato "il pancreas può essere trasportato immerso in una soluzione speciale e alla temperatura di 4 gradi". In queste condizioni l'organo può essere conservato senza problemi fino a 8 ore, in modo da essere inviato in un centro specializzato nel trattamento delle cellule produttrici di insulina. A questo punto "le cellule vengono prelevate, purificate e conservate in una speciale sacca che permette di spedirle". La sacca,a forma di cono, ha il nome di Ricordi (Ricordi Infusion Bag). É così che sono tornate a Washington le isole pancreatiche del giovane aviere. Trapiantate nel fegato, dopo 4-6 settimane le cellule erano alimentate da nuovi capillari e adesso producono una quantità di insulina sufficiente. Adesso, secondo Ricordi, si aprono nuove prospettive: "aumenta la consapevolezza che, ogni volta che si prelevano gli organi da un donatore, il pancreas deve essere sempre rimosso. Non va mai buttato via perché è sempre possibile prelevare le cellule che producono insulina". Lo stesso Ricordi ha "importato" la sua tecnica in Italia: "i centri in grado di applicarla - ha detto - sono, a Milano, il Niguarda e il San Raffaele, e a Palermo l'ISMETT", Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione. (ANSA)
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