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Trapianto delle cornee, operato bimbo di 2 anni.

Con una innovativa tecnica chirurgica è stato effettuato al Bufalini di Cesena un trapianto di cornea su un bambino affetto dalla nascita da una alterazione della cornea.

11/04/2012
Con una innovativa tecnica chirurgica è stato effettuato martedì all'ospedale Bufalini di Cesena un trapianto di cornea su un bambino siciliano di due anni, affetto dalla nascita da una alterazione della cornea a causa di una rara malattia. L'intervento è stato eseguito con successo nella sala operatoria del reparto di Oculistica dal prof. Massimo Busin insieme al dottor Michele Ziosi, dirigente medico dell'equipe dell'Unità Operativa di Oculistica del Bufalini diretta dal dottor Giovanni Pirazzoli. L'intervento è stato possibile grazie alla collaborazione dei professionisti dei reparti di Anestesia Terapia Intensiva, Pediatria e Terapia Intensiva Pediatrica e Neonatale. Esperto di fama internazionale il prof. Busin ha sviluppato una innovativa tecnica di trapianto con tessuto da donatore, che consente di sostituire non l'intero tessuto corneale ma solo l'endotelio, ovvero il sottilissimo lembo corneale più interno, da cui dipende la trasparenza dell'occhio. L'equipe del dottor Pirazzoli esegue già da tempo questa tecnica di trapianto su pazienti adulti. Nell'ultimo anno sono stati sottoposti a trapianto di cornea 9 pazienti adulti: in due casi è stato trapiantato l'intero tessuto corneale, nei restanti 7 solo l'endotelio, soddisfacendo tutte le richieste della popolazione cesenate. La collaborazione tra il prof. Busin e l'Unità Operativa di Oculistica dell'ospedale Bufalini di Cesena è nata di recente, per il trattamento di questi rari casi di opacità corneale nei bambini molto piccoli. “La cornea - spiega il dottor Pirazzoli - è una sottile membrana trasparente, posta davanti all'iride, che costituisce la porzione anteriore del bulbo oculare; ha lo scopo di far passare le immagini all'interno dell'occhio e di focalizzarle sulla retina. Quando la cornea è opacizzata l'unica soluzione è rappresentata dal trapianto che può essere totale oppure selettivo, come in questo caso, dove è stato asportato solo lo strato malato della cornea responsabile dell'opacità, sostituendolo con uno strato equivalente prelevato da una cornea sana di un donatore. Parliamo di uno strato sottilissimo - spesso quanto un capello - che viene preparato con un apposito trapano dal tessuto del donatore”. A differenza del trapianto totale di cornea - continua il dottor Pirazzoli - il trapianto endoteliale è molto meno invasivo perché prevede un piccolo taglio di 3-4 millimetri alla periferia dell'occhio, con il risultato che il paziente recupera la vista nel giro di poche settimane, anziché di mesi”. Un aspetto questo fondamentale, soprattutto nei bambini, dove il veloce ripristino della funzione visiva è essenziale per un corretto sviluppo psico-fisico. “La collaborazione con il professor Busin - conclude il dottor Pirazzoli - ci consente di sviluppare nuove competenze nel trattamento chirurgico oculare in età pediatrica, completando così l'offerta assistenziale in un settore dove i progressi della chirurgia possono davvero cambiare la qualità della vita”.
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