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TRAPIANTO DI CORNEA: ENTRO 2005 AZZERATE LE LISTE DI ATTESA

L'impegno della Società Oftalmologica Italiana ribadito nel corso dei lavori dell'84° Congresso Nazionale

26/11/2004
Le liste di attesa per pazienti italiani che devono sottoporsi al trapianto di cornea saranno azzerate entro il 2005 grazie alla rete di banche degli Occhi, 18 in tutta Italia, la prima fondata a Mestre nel 1992 da Giovanni Rama. Si e' aperto a Roma con questa notizia l' 84/o Congresso Nazionale della Societa' Oftalmologica Italiana (SOI). Una settimana di aggiornamento sulle principali malattie dell'occhio e sulle tecniche innovative per risolvere i difetti visivi nonche' su preziosi consigli di prevenzione delle malattie che vede la presenza di 3600 operatori del settore. Particolare attenzione e' dedicata alla cornea e a una malattia, il 'cheratocono' che, se non trattato, puo' portare a gravi danni visivi, irreversibili a meno di non eseguire un trapianto. I trapianti di cornea, ha riferito Aldo Caporossi, presidente Societa' Italiana Trapianti di Cornea, ogni anno sono circa 6500, 1000 su pazienti dall'estero. Le donazioni sono circa 15 mila l'anno ma solo circa il 40% dei tessuti donati e' ritenuto idoneo all'uso. I trapianti avvengono in quasi la totalita' dei casi in strutture pubbliche e il costo maggiore e' quello del tessuto che si aggira intorno ai 1400 euro. La cornea e' un tessuto trasparente come un vetrino di orologio, che chiude il bulbo oculare. E' la prima struttura che riceve i raggi dagli oggetti esterni e li trasmette alla retina dopo averli focalizzati in immagini che poi verranno trasmesse al cervello. La cornea deve pero' essere perfettamente regolare come la superficie di una sfera per farlo. I trapianti avvengono in circa la meta' dei casi su pazienti affetti da cheratocono, una malattia che inizia verso i 15 anni e progredisce fino ai 40-45 anni ma progredisce in circa 80% dei casi fino alla perdita della loro capacita' visiva se non si ricorre a sistemi terapeutici. Il secondo motivo di trapianto (che da' conto di circa il 20% degli interventi), ha riportato Caporossi, e' la cheratopatia bollosa, dovuta a complicanze e gravi sofferenze corneali in seguito a interventi oculistici come cataratta e glaucoma. Poi c'e' una quota consistente, ma non ancora quantificabile, di trapianti richiesti in seguito a cheratiti o danni corneali causati da infezioni da lenti a contatto, dovute queste a eccessiva disinvoltura dei soggetti nel far uso di lenti senza rispettare regole basilari di igiene. Infine ci sono i traumi dovuti a incidenti, ustioni o contatto con sostanze tossiche. Il successo italiano, ha osservato Caporossi, si deve alla gestione dei trapianti coordinata dalle Banche degli Occhi che provvedono ad un esame delle cornee per accertare la loro vitalita' e sterilita' al fine di non trasmettere malattie infettive. Il recupero ottenuto dopo un trapianto e' spesso di 8-10 decimi e, se non intervengono complicazioni, se il trapianto e' stato ben eseguito e non vi sono situazioni di incompatibilita', puo' durare anche tutta la vita. Altrimenti il trapianto puo' essere ripetuto con ricupero della funzionalita' visiva. Il prossimo obiettivo italiano sara' quello di venire incontro anche alla richiesta estera, grazie al fatto che in Italia continuano a sorgere altre banche con elevata rapidita'. Quindici anni fa, ha concluso Caporossi, un traguardo del genere era inimmaginabile, le banche non c'erano e le donazioni avvenivano in maniera frammentaria e con scarsa adesione dei cittadini. (vipas)
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