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TRAPIANTO DI CORNEA CON L'AIUTO DELLE STAMINALI

Un metodo italiano presentato al IX Congresso Nazionale della Società Italiana Trapianti di Cornea.

01/03/2005
Intorno alla cornea c’è una fabbrica di cellule staminali indispensabile alla vista che a volte per lesioni, infezioni o contatto con sostanze caustiche viene depauperata del suo “personale specializzato” di staminali corneali. Per rimetterla a pieno regime super-esperti del trapianto di cornea in Italia hanno testato con successo su una cinquantina di pazienti la possibilità di inviare rinforzi alla fabbrica effettuando un trapianto di staminali del paziente stesso. È il metodo, all'avanguardia nel mondo, raccontato da Emilio Balestrazzi, Ordinario di Oftalmologia e Direttore dell'Unità Operativa di Oculistica presso l'Università Cattolica di Roma, e Aldo Caporossi, Direttore della Clinica Oculistica dell'Università di Siena, al IX Congresso Nazionale della Società Italiana Trapianti di Cornea (SITRAC), una tre giorni di lavori presso l’Università Cattolica della capitale. Se questa fabbrica, il “limbus”, smette di funzionare, hanno spiegato gli esperti, effettuare il trapianto di cornea non è più sufficiente da solo a ridare la vista a pazienti con serie lesioni corneali. Nei casi in cui le lesioni abbiano colpito anche l’integrità del limbo oltre alla cornea, il paziente va preparato al trapianto con una procedura di ricostituzione del limbus a base di staminali del paziente stesso. Il limbus è una striscia di staminali adulte che circonda la cornea e la rigenera vita natural durante gestendo un ricambio cellulare continuo. I danni corneali possono tuttavia ledere anche il limbus. In questi casi, se si effettuasse il normale trapianto di cornea senza prima aver rigenerato il limbus, dopo pochi mesi la cornea nuova “morirebbe” perché priva della “linfa cellulare” rigeneratrice costituita dal limbus stesso. È proprio per questi pazienti, che sono fino al tre per cento di tutti coloro che necessitano di una cornea nuova in Italia, che ricostruire il limbus prima del trapianto corneale diventa indispensabile. Lo si fa con una procedura complicata, hanno raccontato Balestrazzi e Caporossi, che consiste nel prelievo di un velo di tessuto intorno alla cornea del paziente le cui cellule sono moltiplicate in laboratorio fino ad ottenere un foglietto con un numero di staminali corneali sufficiente. Queste cellule si impiantano quindi nell'occhio del paziente che solo dopo alcuni mesi potrà effettuare il trapianto di cornea. Per ora in Italia questa procedura è andata a buon fine su circa 50 pazienti, una decina per centro che effettua tale intervento, in tutto cinque nel nostro paese tra cui quelli di L'Aquila, Mestre, Genova e Conegliano, in provincia di Treviso. La ricostruzione del limbus pre-trapianto è una tecnica costosa, hanno sottolineato gli esperti, solo il prelievo e la coltivazione delle staminali della cornea costa 12 mila euro a cui si devono aggiungere i costi, circa 2 mila euro, del trapianto di cornea. Dati i risultati positivi di questa prima fase clinica di sperimentazione, hanno rilevato Balestrazzi e Caporossi, quando l'applicazione di questa tecnica si diffonderà sarà necessario rivedere i DRG per il trapianto di cornea. Le cellule staminali così prodotte, hanno voluto precisare gli esperti, non servono al posto del trapianto: per arrivare a ricostruire la cornea con le staminali ed abbandonare la pratica del trapianto, hanno concluso, servono ancora numerosi studi e molti anni. (paola mariano)
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