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TRAPIANTO DI CUORE: I DATI SULLA QUALITA'

Sul sito www.sanita.it/trapianti, pubblicati i dati 2000-2003 sulla qualità dei Centri

18/04/2005
La qualità del sistema trapianti nel nostro Paese è ottima: l’Italia è allineata o sopra le medie internazionali e tutti i Centri operativi sono in grado di garantire buone performances. Positivo anche il dato relativo alla riabilitazione dei pazienti che hanno subìto un trapianto di cuore: la grande maggioranza di essi è in grado di svolgere una normale attività, compatibilmente con l’età biologica, mentre solo una minoranza dei pazienti trapiantati presenta limitazioni dell’attività per causa di malattia o non ha chiaramente espresso un giudizio. Questo è il quadro che emerge dall'aggiornamento dei dati relativi alla valutazione degli esiti dei trapianti di cuore, reso disponibile dal Centro Nazionale Trapianti con riferimento al periodo 2000-2003. Si tratta dunque di una analisi che prende in considerazione un periodo di tempo maggiore rispetto a quella pubblicata lo scorso anno (2000-2002), utilizzando inoltre una metodologia ancora più completa. I dati confermano che il trapianto rappresenta, oggi, una terapia di reale riabilitazione del paziente, quindi una terapia risolutiva a cui accedono di anno in anno sempre più persone. La raccolta dei dati pubblicati, avviata dal CNT nel 2002, ha coinvolto tutti i Centri operativi ed è stata effettuata con il supporto e la collaborazione dei professionisti del settore individuando, di volta in volta, metodologie condivise per la l’analisi dei risultati. Ciò ha reso possibile la valutazione dell’attività svolta da ciascun Centro negli anni 2000, 2001 e 2002, ed oggi anche 2003. In particolare, le singole tabelle riportano: * il confronto tra dati italiani e internazionali riguardanti la sopravvivenza di organo e paziente * la descrizione dell’attività di trapianto a livello nazionale * la valutazione dell’attività in termini di sopravvivenza dell’organo e del paziente e in termini di rischio I dati pubblicati sul trapianto di cuore permettono una valutazione attendibile dell’attività di ogni singolo Centro secondo parametri oggettivi (numero e complessità degli interventi effettuati, età dei donatori, sopravvivenza del paziente e dell’organo, ecc). Dopo i trapianti di cuore, la valutazione si estenderà anche ad altri organi, con la prospettiva di fornire un quadro pressoché completo dell’attività di settore in Italia. A tal proposito, si sottolinea che il programma di valutazione degli esiti è stato avviato nel 2002, su iniziativa del Ministro della Salute, nella prospettiva di accrescere la qualità e l’efficienza dell’assistenza sanitaria del nostro Paese coinvolgendo direttamente i Centri operativi attraverso la raccolta e la diffusione degli esiti ottenuti, in modo da costituire uno strumento di trasparenza per i cittadini e consentire il confronto (benchmarking) tra le strutture operanti in Italia.
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