indietro

TRAPIANTO DI CUORE: L'ETA' DEL DONATORE CONTA

Lo studio condotto alla Columbia University di New York.

30/05/2004
L’età più avanzata del donatore è associata ad una maggiore mortalità dopo il trapianto e ad una maggiore incidenza di coronaropatie da trapianto. Questo è quanto evidenziato in uno studio condotto dai ricercatori della Columbia University di New York, pubblicato sul Journal of American College of Cardiology. L'aumento della domanda per i trapianti cardiaci e la diminuzione del pool dei donatori ha comportato un graduale aumento dell’uso di organi provenienti da donatori anziani. Tuttavia l'effetto della liberalizzazione dei criteri di selezione dei donatori sugli esiti dopo l'intervento non era stata indagata, almeno fino a questo momento. L’equipe di Katherine Lietz, della Divisione di Chirurgia Cardiotoracica dell’università statunitense, ha analizzato i dati relativi a 886 pazienti che sono stati sottoposti a trapianto cardiaco tra il 1992 e il 1999. Circa il 20 per cento dei donatori aveva un’età compresa fra 40 e 50 anni e l’8 per cento aveva più di 50 anni. I pazienti che avevano ricevuto il trapianto da donatori più giovani avevano un rischio di mortalità pari al 5 per cento, contro il 13-20 per cento di quelli che avevano ricevuto il cuore da donatori più anziani (40-50 anni e >50 anni rispettivamente). Inoltre l'incidenza di malattia coronarica dopo l'intervento è risultata minore (17 per cento) nei pazienti che avevano ricevuto il cuore da donatori con meno di 20 anni, rispetto a chi l'aveva ricevuto da persone di età compresa fra 20 e 40 anni (26 per cento) e >40 anni (34 per cento). Secondo gli autori della ricerca, dunque, sarebbe meglio, in termini di sopravvivenza del trapiantato, ricevere un cuore da persone con meno di 40 anni e riservare i donatori anziani a quei pazienti che si trovano in una condizione critica (definita stadio I) e non sono in grado di tollerare liste di attesa troppo lunghe. I potenziali rischi dei donatori anziani non devono quindi dissuadere i cardiochirurghi dall'uso di questi cuori in pazienti in stadio I.
torna su