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TRAPIANTO DI CUORE: LE STAMINALI UN'ALTERNATIVA?

Cellule staminali per riparare cuore infartuato, per la prima volta sull'uomo.

22/04/2008
Un'equipe medica di Miami ha inserito cellule staminali nel cuore di un uomo colpito da infarto, allo scopo di rafforzarlo. E' il primo caso al mondo e potrebbe essere un passo rivoluzionario per evitare il trapianto. L'intervento, che e' stato preceduto da cinque anni di studi sugli animali, e' stato realizza all'ospedale Jackson Memorial di Miami su un cittadino cubano di 56 anni, il quale -insieme a un gruppo di altri 44 pazienti- sara' sottoposto nei prossimi mesi a una serie di controlli per verificare la situazione del cuore. "Si tratta del primo tentativo di riparare il tessuto danneggiato nel cuore di un paziente con cellule staminali estratte da cellule ossee della stessa persona", ha spiegato il cardiologo Joshua M. Hare,direttore della Divisione Cardiovascolare dell'Universita' di Miami (UM). "Siamo molto, molto ottimisti", ha aggiunto Hare. Se la cosa dovesse funzionare, risolverebbe un grave problema di sanita' pubblica in tutto il mondo giacche', a causa dell'infarto, milioni di persone hanno i tessuti cardiaci danneggiati. I test e gli esami previsti sui 45 pazienti -ai quali, a gruppi di 15, verranno iniettate cellule staminali in quantita' maggiori, minori o placebo- daranno risultati conclusivi a meta' del 2009. "Il successo permetterebbe immediatamente d'evitare il trapianto di cuore, un organo che e' disponibile solo per il 5% dei pazienti che ne avrebbero bisogno", ha aggiunto Hare. Dopo essere estratte dalla persona, per circa sei settimane si lasciano crescere in una quantita' variabile tra i 20 milioni e i 200 milioni di cellule e "le si inietta nelle zone del cuore di quello stesso paziente, dove esiste un'area che e' stata sostituita da cicatrice per un infarto o un attacco cardiaco precedente". Il progetto di ricerca e clinico e' sostenuto finanziariamente e scientificamente dall'Istituto Nazionale di Sanita' Usa, hanno spiegato i medici. Juan Zambrano, cardiologo ecuadoriano e professore di cardiologia interventiva all'UM, ha partecipato anche lui all'operazione e non ha nascosto la sua fiducia. "Siamo ottimisti che funzionera'. Abbiamo visto come si sviluppa questo processo in animali aventi un sistema molto simile a quello umano. Le cellule staminali si integrano ad altre cellule del cuore e possiamo seguirle e identificarle per vedere come funzionano". Ha spiegato che le cellule iniettate in un cuore infartuato sono "cellule staminali mesenchimatose, che si ottengono dal midollo osseo, dello stesso luogo (l'anca) da cui si preleva il tessuto per diagnosticare malattie del sangue o per studiare pazienti che potrebbero essere candidati a trapianto di midollo osseo". ADUC
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