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TRAPIANTO DI FEGATO: RECORD MONDIALE

Prelevato a Modena su donatore di 97enne

23/01/2008
L’équipe della struttura complessa di Chirurgia dei trapianti del Policlinico di Modena diretta dal prof. Giorgio Enrico Gerunda, nelle scorse settimane, ha compiuto con successo il prelievo del fegato su un donatore di 97 anni. Si tratta di un vero e proprio record, mai prima d’ora infatti era stato effettuato un prelievo su un donatore così anziano: “Fino ad oggi avevamo notizia di un donatore di 92 anni negli Stati Uniti e di un 95enne in Italia, a Genova”, dice il prof. Gerunda. Il paziente che ha beneficiato del trapianto è in buone condizioni. “L’età non deve rappresentare un limite alla possibilità di donare un organo – spiega il prof. Gerunda – La cosa importante è valutare con attenzione le condizioni cliniche del donatore sulla base di approfonditi esami bioumorali e strumentali, finalizzati ad escludere la presenza di malattie che potrebbero mettere a rischio il paziente da trapiantare; dopo aver esaminato l’organo ed eseguito un esame istologico si procede al prelievo e quindi al trapianto”. Dunque l’età del donatore, che fino al 2000 non superava generalmente i 65 anni, oggi non costituisce più un ostacolo invalicabile. Quanto al fattore della differenza d’età fra donatore e ricevente, che normalmente si preferirebbe non fosse più di 20-30 anni, il prof. Gerunda aggiunge che: “Nei casi più urgenti o nei pazienti affetti da neoplasie epatiche inoperabili, e sfortunatamente la nostra attività si concentra prevalentemente proprio su questi, non teniamo conto di questo aspetto in quanto il beneficio del trapianto è tale da far passare in secondo ordine questo aspetto. Peraltro come è noto il fegato rigenera e quindi dopo qualche mese il fegato avrà l’età del paziente operato. D’altro canto il centro di modena ha in lista i pazienti più gravi di Italia, come evidenziato da un recente resoconto del centro nazionale trapianti. Questo ha richiesto una grande dedizione da parte di tutti i miei collaboratori sia medici che infermieri e di questo sono loro profondamente grato”. Il grado di efficienza dell’équipe modenese è testimoniato anche da un altro elemento: infatti grazie alla attività preziosa dei coordinatori si è riusciti a ridurre enormemente il tempo che intercorre fra il momento del prelievo e quello del trapianto, che negli ultimi anni si è dimezzato passando da 8-10 a 5-6 ore: “Questo aumenta di molto le possibilità di recupero funzionale di organi così delicati e quindi il successo dei trapianti”, commenta il prof. Gerunda. Quanto ai dati di attività del centro del Policlinico, i trapianti di fegato effettuati nel 2007 al Policlinico sono stati 51, contro i 45 del 2006. Sempre nel 2007 i trapianti su pazienti affetti da Hiv sono arrivati a 15, dato questo che colloca l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena al secondo posto in Italia dopo Udine, grazie anche al fatto che il Policlinico dispone di una struttura complessa di Malattie infettive all’avanguardia particolarmente in questo settore. “L’eccezionalità di quest’ultimo intervento, merito della dotazione tecnica e professionale dell’Azienda Policlinico e delle competenze in capo alla struttura, dimostra come l’età non rappresenti un limite alla generosità dei donatori – dice il direttore generale del Policlinico, dottor Stefano Cencetti – Il gesto ci incoraggia a insistere nei confronti della popolazione, in modo che aumenti l’impegno ad arruolarsi fra le fila degli aspiranti donatori. Gli interventi al Policlinico sono in continuo incremento sia per i trapianti di fegato che per quelli di rene e midollo osseo, tutte attività che desideriamo aumentare per accrescere le opportunità di sopravvivenza dei nostri pazienti”. (vipas)
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