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TRAPIANTO DI FEGATO DA DONATORE VIVENTE: E' RISCHIOSO?

Nonostante i decessi registrati in questi anni sono pochissimi sia in America che in Europa (due in Italia), viene auspicata una regolamentazione.

04/02/2002
La direzione dell'Ospedale Mount Sinai di New York, ha deciso di sospendere i trapianti di fegato da donatore vivente dopo la morte di un paziente di 57 anni che aveva donato una parte del proprio fegato al fratello malato.In attesa di accertare che cosa ha causato la morte del donatore, viene assicurata la donazione tra viventi da adulto a bambino (meno pericolosa). La tecnica della donazione di un lembo di fegato fu introdotta alla fine degli anni 80 per ridurre il tasso di mortalità di bambini in lista di attesa per un trapianto di fegato da donatore cadavere. L'aumentata richiesta di trapianti ha portato ad utilizzare il trapianto di fegato da donatore vivente anche in pazienti adulti. In questo caso però si è reso necessario l'utilizzo di porzioni maggiori di fegato, non limitandosi ai segmenti, introducendo pertanto un alto livello di rischio per il donatore. I decessi registrati in questi anni sono stati pochissimi sia in America che in Europa (due in Italia).Tuttavia gli operatori in vari incontri di lavoro (l'ultimo a Padova l'1 e il 2 febbraio '02) cercano di capire non solo l'origine di questi incidenti, ma auspicano soprattutto una regolamentazione comune. Tutti comunque d'accordo su un punto: il trapianto di fegato da donatore vivente in pazienti adulti può essere proposto solo in quei casi di estrema necessità ed emergenza di pazienti con insufficienza epatica acuta, quando non si renda disponibile un organo intero o una porzione di esso da donatore cadavere. (vipas)
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